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Ipg, Bruno: "Gli scomparsi potrebbero essere di più"

Basilicata

Il procuratore di Paola ha definito l'intervento giudiziario "un toccasana" e la proposta dei lavoratori "non proporzionate e efficaci". I debiti superano i cento milioni di euro. L'Asp consegna le ca

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Si aggrava la situazione a Serra d'Aiello, al punto che il procuratore di Paola, Bruno Giordano in relazione alla situazione gestionale dell’Istituto Papa Giovanni XXI, cerca di chiarire. «Il nostro intervento - ha detto - è stato un toccasana, non vorrei che si utilizzasse questo risultato giudiziario, per dire che la struttura va bene perchè c'è un abisso di debiti che nessuno è in grado di colmare».
«Non dimentichiamo che quando nel 2007 si fece irruzione nella struttura – ha aggiunto Giordano – trovammo condizioni igieniche spaventose con 43 casi di scabbia. Non vorrei per questo che l’apparente normalità di oggi apparisse come sana gestione. Al contrario, la situazione attuale è effetto di una gestione giudiziaria dovuta a quell'intervento e che ha consentito, sul piano civile, a fronte del dissesto economico pari a 105 milioni cui si sono aggiunti altri 4 o 5 milioni di debito maturati nel frattempo, di salvaguardare in qualche modo la struttura».
«Sono state valutate – ha detto ancora Giordano – anche soluzioni di tutela per la quasi totalità dei lavoratori. Resistenza e forme aggressive da parte loro non mi sembrano molto proporzionate e efficaci»
SCOMPARSI
«Non posso dare un numero preciso sugli scomparsi dall’Istituto Papa Giovanni XXIII perchè il dato numerico è in costante evoluzione». Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Paola, Bruno Giordano. «Stiamo lavorando – ha aggiunto il procuratore – con un calendario fittissimo. Non sarà un lavoro di poco conto e di breve periodo. Siamo sensibili alle problematiche sociali che riguardano i dipendenti. Per noi, però, è fondamentale l'inchiesta giudiziaria in senso stretto sulle persone scomparse e decedute, per la quale sarà necessario un lavoro sistematico e a tappeto sentendo quanti potranno dare un contributo per ricostruire l’intera vicenda». «Sono stati riferiti casi di persone – ha detto ancora Giordano – ricoverate con difficoltà a deambulare che si sarebbero allontanate volontariamente. La cosa appare come una contraddizione in termini. Su questi aspetti, per i quali sarà necessario intervenire anche retrospettivamente, è obbligatorio che venga fatta chiarezza alla luce di decenni di mala amministrazione, senza alcun controllo di legalità».
CONSEGNATE LE CARTELLE CLINICHE
«Tutti i pazienti sono in buone condizioni di salute generale e in terapia e non abbiamo registrato alcun fenomeno o difficoltà particolare». Lo ha detto Antonio Scalzo, direttore sanitario dell’Azienda provinciale di Cosenza che ha coordinato le fasi di trasferimento dei degenti dell’Istituto Papa Giovanni XXII nelle strutture accreditate individuate per il loro ricovero. «Solo alcuni pazienti – ha aggiunto Scalzo – dovranno completare alcuni accertamenti ospedalieri per poi essere ricollocati nelle strutture di degenza. Abbiamo comunque completato la consegna di cartelle cliniche e documenti di identità ai reparti».
«Pensiamo – ha sostenuto ancora Scalzo – che la situazione si assesterà nell’arco di qualche giorno. Grazie alla collaborazione fornitaci da alcuni operatori dell’Istituto Papa Giovanni XXIII siamo anche nelle condizioni di intervenire per ricongiungere quei pazienti che hanno altri parenti ricoverati, c'è il caso di due fratelli».

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