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Liceo Scientifico: una storia di ordinaria burocrazia

Basilicata

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Anche i più indifferenti, ormai, si saranno chiesti com’è possibile non si sia ancora riusciti a trovare una soluzione alla mancanza di locali capaci di contenere tutti gli studenti del Liceo Scientifico di Vibo Valentia, visto che proprio accanto all’attuale sede si trova, già bello e pronto, un nuovo edificio costruito, guarda caso, proprio per sopperire a tale insufficienza. In effetti c’è da rimanere alquanto perplessi: la soluzione sarebbe lì, a un passo, anzi, a pochi passi, quelli che separano l'attuale sede dell'istituto con l'attiguo nuovo edificio, se tra di essi non si frapponesse un muro spesso e invisibile che, a quanto pare, è ben più difficile da abbattere di un muro in cemento armato: quello della burocrazia. Che altro se no? Non vogliamo pensarlo…
Qualunque siano i motivi, è certo che questa, dal 1960, anno in cui veniva istituito il Liceo Scientifico Statale a Vibo Valentia, è la più incredibile delle sue traversie. Inizialmente ubicato in alcune aule del Liceo Classico Michele Morelli, con gli anni gli vennero forniti ulteriori locali in via Kennedy, e nell'anno scolastico 1969-70 fu dotato di una sede “provvisoria” in una palazzina per civile abitazione in via Santa Maria dell'Imperio. Gli studenti più fortunati si trovavano in aule che in progetto erano adibite a sale da pranzo: erano le più ampie e confortevoli. Non male.
La provvisorietà di questa sede ebbe termine vent’anni dopo, quando l’amministrazione provinciale, guidata da Ottavio Bruni, forniva finalmente all'intera città di Vibo un istituto adeguato e sicuro, quello attuale. Unico neo, l’insufficienza di aule per contenere tutti gli studenti, ogni anno sempre più numerosi, e la mancanza di una palestra.
Ma anche a tale problema si poneva soluzione grazie al “decisionismo” dell’allora presidente della Provincia, che nel 2007 sottoscriveva un nuovo contratto di locazione per un nuovo edificio che di lì a poco sarebbe stato costruito proprio accanto a quello attuale, del quale doveva costituire il suo naturale completamento, e che adesso se ne sta lì, in bella mostra, come una specie di cattedrale nel deserto, il deserto della politica e delle idee, dove già la normalità è un miraggio.
Gli studenti, durante le lezioni, avranno potuto osservare dalle loro finestre l'andamento dei lavori e pregustare un istituto degno di questo nome, ma si sa, i governi passano, la burocrazia resta. Quando l'edificio viene completato, l'amministrazione provinciale ha cambiato volto: al posto di Ottavio Bruni c'è ora Francesco De Nisi, il quale, con una sorta di decisionismo al contrario, considera l'affitto dell'immobile stabilito dalla precedente amministrazione (con la quale i rapporti non si possono certo definire idilliaci), non conveniente, e ne propone l’acquisto. Il proprietario dell’immobile, che ha già in mano un contratto di locazione sottoscritto dalla stessa provincia, ovviamente rifiuta, e nasce così un contenzioso giudiziario che sappiamo quando è iniziato, ma che non possiamo neppure immaginare quando potrà finire.
Il risultato è che con l'inizio dell'anno scolastico 2008/09, buona parte degli studenti del liceo si è dovuta nuovamente adattare in sedi di fortuna; i soliti locali per civile abitazione e, pare, persino in rimesse per auto...
A questo punto, per tentare di risolvere il problema, a qualcuno tra i più perspicaci dei nostri rappresentanti viene in mente una di quelle trovate che neppure al Groucho Marx dei tempi migliori: pubblicare un avviso (ancora oggi leggibile sul sito della provincia) col quale reperire in brevissimo tempo un immobile da adibire a liceo scientifico; per acquistarlo? no, sempre da “assumere in fitto”.
In pratica, i nostri geniali amministratori vanno in affannosa ricerca di ciò che hanno letteralmente sotto il naso, visto che basta loro affacciarsi dalle finestre del palazzo provinciale per vedere l’edificio che cercano già lì, bello e inutilizzato, e per giunta con un contratto di locazione già firmato. Splendido esempio di come trovare un problema ad ogni soluzione.
Certo la delusione sarà stata davvero grande per i nostri solerti amministratori constatare che nessun onesto cittadino si sia preoccupato di rispondere alla loro richiesta presentandosi col proprio edificio di “1700 mq” − già pronto e con tutti i requisiti richiesti − per offrirlo in affitto alla benamata amministrazione provinciale. Vibonesi ingrati!
Comunque sia, pare che i nostri valorosi amministratori non si siano persi d’animo, e abbiano già in mente una nuova soluzione per ovviare alla scarsa collaborazione dei possidenti cittadini vibonesi: con l’inizio del nuovo anno scolastico, offriranno i loro comodi uffici del palazzo provinciale agli studenti e agli insegnanti del liceo scientifico che attualmente fanno lezione nei locali più disparati, mentre loro, impavidi, si trasferiranno in quelle stesse sedi, garage compresi.

Mafalda

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