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Omicidio Locri, Megale si costituisce accompagnato
dal padre

Basilicata

Si è consegnato alla polizia il presunto assassino di Domenico Cavaleri. Ad accompagnarlo anche il suo avvocato: "Insieme alla famiglia abbiamo operato affinchè si costituisse presto"

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Era ricercato da venerdì scorso perchè ritenuto l’autore dell’omicidio di Domenico Cavaleri, ucciso a Locri a colpi di pistola davanti la scuola media frequentata dal figlio. Ieri sera si è costituito agli agenti della polizia di Stato di Siderno, Andrea Megale, di 32 anni.
Secondo quanto si è appreso, la consegna era stata concordata dopo che Megale aveva fatto sapere alla polizia di volersi costituire.
Megale è ora in attesa della convalida del fermo che dovrà essere fatto dal gip di Reggio, competente perchè l'arresto è avvenuto nel territorio della città dello stretto.
L'incartamento sarà poi trasmesso alla Procura di Locri che ha emesso il fermo per omicidio volontario aggravato.
La vittima, Cavaleri, figlio di Maria Cordì, appartenente alla famiglia coinvolta nello storico scontro con i Cataldo, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe stato ucciso perchè la sera precedente al delitto, durante una partita a carte, aveva dato uno schiaffo al padre di Megale. Quest’ultimo si sarebbe così vendicato uccidendo l'uomo con cinque colpi d'arma da fuoco, con una pistola calibro 7.65, due dei quali lo hanno raggiunto alla testa. La vittima al momento dell'agguato aspettava l’uscita del figlio da scuola.
Secondo le indiscrezioni l'omicida avrebbe scelto la piazza principale del comune di Cardeto, in Aspromonte, per consegnarsi alla polizia. Al momento dell’arresto nel piccolo centro aspromontano Megale era accompagnato dal padre Francesco, un ferroviere in pensione la cui famiglia è originaria proprio di Cardeto, e dall’avvocato Elisabetta Staropoli, in rappresentanza dell’avvocato Giuseppe Nardo che al momento della costituzione del giovane omicida si trovava fuorisede. A Cardeto, Andrea Megale è stato prelevato dagli uomini del commissariato di Siderno, e quindi, portato nel carcere di Reggio Calabria, dove è stato posto in stato di isolamento in attesa dell’interrogatorio di garanzia dal parte del gip. Il legale si è limitato a dire che “insieme alla famiglia abbiamo operato affinchè Andrea Megale si costituisse al più presto. Una indicazione che è stata accolta positivamente dal mio assistito».

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