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Il “Premio Ceravolo” a Claudio Ranieri

Basilicata

L’evento. Prima edizione del premio dedicato all’ex presidente del Catanzaro. Tanti gli ospiti: da Palanca a Cucci, da Banelli a Sabatini fino a Silipo e Nicolini

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di FRANCESCO IULIANO
E’ Claudio Ranieri, attuale allenatore della Juventus, il vincitore del primo premio sportivo Nicola Ceravolo. La consegna del prestigioso riconoscimento, ieri sera al termine di una serata allestita presso l’Auditorium Casalinuovo di Catanzaro alla quale hanno partecipato, tra gli altri, ben dodici elementi del Catanzaro del presidente Ceravolo. Con Claudio Ranieri anche Giorgio Pellizzaro attuale allenatore dei portieri della Juventus, Massimo Palanca, Alberto Arbitrio, Adriano Banelli, Claudio Ranieri, Paolo Braca, Tato Sabatini, Gianni Improta, Fausto Silipo, Enrico Nicolini, Alberto Spelta e Roberto Vichi. Sul palcoscenico, con l’ideatore della manifestazione, il giornalista Maurizio Insardà, anche il “direttore” Italo Cucci. Conduttrice della manifestazione,
la giornalista Rai Sabrina Gandolfi. «L’affetto che questa sera avete riservato ai vostri eroi – ha detto Italo Cucci - , è un qualcosa che mi riporta indietro nel tempo e che credevo di aver perduto per sempre. Grazie a Dio ci sono ancora
momenti di passione, calda ed allegra, per ricordare un presidente come Ceravolo e non con quelle manifestazioni che, talvolta, costringono ad avere un abito serio e gravoso. Oggi c’è una manifestazione di grandissima ed inedita allegria.
Nicola Ceravolo - ha concluso Cucci - è stato un maestro anche per me.Mi ha
sempre fatto tenere presente che la serietà paga. Quello che ho visto oggi entrando qui in questo teatro, mi fa continuare a dire che il ricordo della gente è il premio migliore che si possa avere. Lo puoi avere in vita o quando non ci sei più. Una sorta di immortalità che è la dote più bella dello sport». Una serata all’insegna dell’amicizia e dei ricordi in un teatro stracolmo in ogni ordine di posto e con due colori prevalenti: il giallo ed il rosso. E’ Fausto Silipo, catanzarese doc, ad offrire un’ immagine protettiva e affettuosa di Nicola Ceravolo. «Ho perso mio padre quando avevo dodici anni - ha raccontato - e a quattordici ero già nel Catanzaro. Ceravolo è stato come un padre per me e per
tutti noi. Ci ha che ci ha inculcato i valori dell’ amicizia e della fratellanza. Se fosse qui stasera e vedesse i suoi ragazzi ancora insieme, dopo tanti anni, credo che sarebbe per lui la più bella partita vinta». Quando arriva il suo turno,
Massimo Palanca non riesce a trattenere l’emozione nel sentire tutto l’Auditorim che scandisce il suo nome a ritmo da stadio. «Catanzaro mi ha dato tanto in termini calcistici e personali - ha detto l’ex attaccante giallorosso -. Mi lega
a questa città un affetto particolare che va oltre ai sentimenti di amicizia e di stima. A chi me lo chiede dico sempre che sono nato a Porto Recanati in provincia di Catanzaro». La parola, quindi, al protagonista della serata: Claudio Ranieri. «Essere qui tutti insieme a ricordare il presidente Ceravolo - ha detto - è qualcosa di particolare». La Gandolfi, guardando Palanca, gli ha ricordato a Ranieri che una volta ha paragonato i piedi di Del Piero con quelli del suo ex compagno di squadra. Per qualcuno un accostamento irriverente. «Avere Palanca in squadra - ha spiegato Ranieri -. significava sperare sempre nella vittoria. Del Piero, come Palanca, è un uomo simbolo in campo, un riferimento per tutta la squadra». A premiare Claudio Ranieri, l’ingegnere Floriano Noto, in rappresentanza del gruppo Auchan, che ha consegnato al tecnico della Juventus una targa incisa dall’orafo crotonese Gerardo Sacco. Premiato anche Italo Cucci che ha ricevuto, della figlia del compianto presidente Ceravolo, Mariella, un premio
offerto dall’Agisc, l’Associazione giornalisti sportivi della provincia di Catanzaro (direttore Davide Lamanna). «A Italo Cucci - si legge nella motivazione - che con le sue doti di chiarezza espressiva , conoscenza storica e autorevolezza, rappresenta un modello raro di equilibrio capace, attraverso la sua penna, di arricchire i lettori che lo considerano, da tempo, un grande
maestro del giornalismo sportivo».

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