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"Magna Graecia" nella bufera, altri venti indagati

Basilicata

Nell’ambito del fascicolo aperto sul furto dei test di ammissione alla facoltà, emergono nuovi indagati; chiesta al gip la proroga dell’inchiesta a carico di impiegati e vigilantes

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di STEFANIA PAPALEO
Impiegati,studenti e addetti alla vigilanza notturna. L'inchiesta sul furto dei test di ammissione alla facoltà di Medicina dell'Università “Magna Graecia” di Catanzaro si allarga. E, dopo l'arresto di un impiegato e di un addetto alle pulizie prossimi ad essere giudicati in Tribunale, nel mirino della Procura finiscono altre venti persone. Nei cui confronti, tuttavia, non sono stati ad oggi raccolti indizi sufficienti a chiudere il caso. Tanto che i magistrati titolari dell'inchiesta, i sostituti procuratori Salvatore Curcio e Paolo Petrolo, hanno chiesto al gip Tiziana Macrì una proroga di ulteriori tre mesi per portare avanti tutti gli accertamenti necessari a vagliare ogni singola posizione, proprio al fine di stabilire per chi andare avanti e per chi eventualmente archiviare. Le ipotesi di reato sulle quali stanno lavorando i magistrati sono quelle di associazione per delinquere, furto aggravato, abuso d'ufficio, peculato, corruzione e falsità materiale e ideologica. Accuse, rispetto alle quali, nei mesi scorsi, i venti indagati sono stati già chiamati a dire la loro, affiancati dai rispettivi avvocati, che attendono adesso di entrare in possesso delle carte processuali per adottare una strategia difensiva finalizzata ad indebolire la ricostruzione accusatoria resa forte dalle stesse dichiarazioni raccolte tra gli arrestati, l'addetto alle pulizie e vigilanza delle aule Walter Mancuso e l'impiegato informatico Antonio Cuteri. In particolare, a differenzadi quest'ultimo, che ha fin dall'inizio negato ogni responsabilità, supportato in tal senso dagli avvocati difensori Saverio Loiero e Wanda Bitonte, era stato il Mancuso (tradito dall'impronta del pollice lasciata sul foglio immediatamente successivo al test sottratto da uno dei tre plichi manomessi) a tirare in ballo un collega e tre studenti che avrebbero partecipato alla manomissione dei plichi scoperta nel settembre del 2007.
Da lì gli ulteriori accertamenti delegati dalla Procura ai carabinieri che, tassello dopo tassello, erano risaliti alla presunta catena di complicità ricostruita nelle carte dei magistrati pronti, intanto, a sostenere l'accusa al processo che sarà celebrato il 22 aprile a carico di Cuteri, per il quale è stato ammesso dal gip il giudizio immediato, e il 28 aprile per Mancuso, che ha invece chiesto, per mano degli avvocati Peppe Fonte e Antonella Canino, di essere giudicato con il rito abbreviato. In entrambi i casi, si contesta la sottrazione di alcuni fogli dai plichi avvenuta nel settembre 2007, in occasione dei test d'ammissione alle facoltà universitarie di Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria e Odontoiatria e Protesi.
Furto commesso da più persone, secondo i carabinieri, che avevano poi trovato conferma proprio nella ricostruzione fornita dallo stesso Mancuso, che, del resto, difficilmente avrebbe potuto fare tutto da solo, quindi introdursi nella “sala dimostrazione 1”, tagliare il nastro adesivo apposto sui plichi contenenti i test, estrarre ben quattro fogli contenenti le risposte alle domande da proporre ai candidati e darsela a gambe senza essere disturbato neanche dal sistema di sorveglianza attivo dalle 20.00 alle 7.00. Ovvio pensare a complici interni all'Università, come il collega di cui aveva parlato Mancuso nel corso del suo interrogatorio, o qualche vigilantes che abbia potuto rendere innocuo il sistema d'allarme.
I magistrati, in ogni caso, sono determinati più che mai a chiudere il cerchio su tutti i responsabili di quello scandalo che portò anche all'annullamento delle prove, tra i mugugni dei candidati che avevano regolarmente affrontato la prova con esito positivo.

1|8]Nella foto: gli studenti attendono fuori dai cancelli l'ingresso per effettuare il test di medicina

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