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IL COMMENTO
La Regione ha fatto il suo dovere

Basilicata

La missione principale del sistema scolastico e universitario regionale è quella di formare "cervelli" e "teste ben fatte" prima ancora di preoccuparsi della loro eventuale “fuga”

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di DOMENICO CERSOSIMO*
La missione principale del sistema scolastico e universitario regionale è quella di formare "cervelli" e "teste ben fatte" prima ancora di preoccuparsi della loro eventuale “fuga”. Lo vorrei sommessamente ricordare ai colleghi della facoltà di medicina dell'Università “Magna Graecia” e, soprattutto, ai giovani medici specializzandi che hanno protestato con la Regione. Nell'ultimo anno, la Regione ha ideato e realizzato un organico Piano di valorizzazione e potenziamento dei giovani studenti dell'intera filiera formativa regionale, impegnando e spendendo circa 100 milioni di euro. Con riferimento ai soli atenei, abbiamo investito ben 26,5 milioni di euro a favore di circa 8.500 studenti sotto forma di buoni premio per i più meritevoli, di corsi intensivi per l'azzeramento dei deficit di competenze per le matricole, di borse per la partecipazione alla frequenza di master e dottorati di ricerca e per viaggistudio all'estero per l'apprendimento delle lingue, nonché di contributi per la mobilità di giovani ricercatori. Sfido chiunque a trovare un altrettanto e generoso piano integrato di intervento nelle altre regioni italiane ed europee a sostegno dei processi di apprendimento dei giovani studenti. Nell'attuale contingenza avversa, caratterizzata da tagli pesanti da parte del Governo centrale nei confronti della scuola e delle università la giunta regionale è impegnata a sostenere i processi formativi con massicci investimenti nel campo della conoscenza, in primis in direzione dei “migliori” e più “bisognosi” studenti e docenti, evitando particolarismi e provvedimenti ad hoc. E' difficile, lo riconosco.
Ma dobbiamo combattere l'idea malsana che quando non si soddisfano le domande particolaristiche si tende a denigrare tutta la politica pubblica e, al contrario, quando si soddisfano le proprie esigenze specifiche, si tende ad accettare supinamente tutta la politica pubblica. Nel merito specifico delle borse di specializzazione la Regione precisa che esse non sono finanziabili con i fondi comunitari, anche in ragione del fatto che le stesse sono finanziate in via ordinaria dal Miur, e che l'equilibrio del bilancio della Regione non consente il reperimento delle necessarie risorse correnti. Per ciò che riguarda gli aspetti finanziari, si sottolinea altresì che le suddette borse pluriennali (quattro e più anni) comportano un riconoscimento finanziario agli specializzandi di 25.000 euro per il primo e secondo anno e di circa 26.000 euro dal terzo anno in poi. Dunque, a conclusione del ciclo di specializzazione, della durata di 4 anni, il costo per ogni specializzando è pari a più di 100 mila euro e che per 17 unità si traduce in un impegno complessivo di circa un milione e 800mila euro. E' del tutto fuori luogo, come sostengono retoricamente e qualunquisticamente gli specializzandi il riferimento alle consulenze, atteso che ad esempio il costo di due esperti in carico alle strutture assessorili per un anno non supera i 70mila euro lordi. Una maggiore sobrietà semantica, unita ad una più attenta valutazione dei fatti e delle politiche specifiche messe in campo dalla giunta regionale, avrebbero evitato di ingenerare equivoci e dar luogo a polemiche tra istituzioni che dovrebbero essere impegnate nel perseguimento del medesimo obiettivo: quello di adoperarsi per una formazione di qualità delle nuove generazioni e per il benessere collettivo della società calabrese.

*vicepresidente della giunta regionale Calabria

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