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La Syndial non rientra nei piani stategici dell'ENI

Basilicata

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La Syndial non rientra nei piani stategici dell'ENI e si apprende dalla stampa che lo stabilmento per produzione di cloruro di sodio di Cirò Marina è in vendita. Di conseguenza il futuro è incerto anche per la miniera di salgemma di Belvedere Spinello. L'amministratore delegato della Syndial ha informato l'Assessore Sulla e il Sindaco Parrilla delle intenzioni e piani aziendali.
Credo che dopo quarant'anni di estrazione e produzione di sale iperpuro sia venuto il momento di dismettere la produzione. Con poche ricadute sulla economia locale, Belvedere Spinello ha subìto danni ambientali irreversibili dalla attività estrattiva di salgemma (si può osservare con Google Earth). Analogamente, lo stabilmento produttivo di Cirò Marina è localizzato nella bella Punta Alice, luogo di miti e leggende del mare. Dai promontorii di Madonna d'Itria e Madonna di Mare ci si rende conto dello scempio provocato da questa fabbrica.
Perchè dismetterla ora? Perchè il salgemma è una materia prima esauribile e non può garantire il futuro dello stabilmento, quindi il nuovo acquirente potrebbe interrompere nel medio termine la produzione senza poi preoccuparsi della bonifica. Si aprirebbe così un nuovo contenzioso, simile a quello dell'ENI con la città di Crotone. Mentre ora la Syndial si dovrebbe fare direttamente carico della bonifica della miniera di Belvedere e del sito di Cirò Marina, restituendo alla natura l'intera area di Punta Alice che potrebbe essere destinata al turismo. Sarà quindi compito degli amministratori locali e della Syndial proporre piani industriali per garantire, o aumentare, le unità lavorative dell'attuale produzione. Un esempio, potrebbe essere la produzione di biocarburanti di seconda generazione in una provincia considerata "polo energetico". Una produzione che si integra con le altre realtà produttive della provincia e che va nella direzione di una sviluppo industriale sostenibile. L'area della miniera potrebbe essere utilizzata per nuove colture "energetiche".
Per una volta bisogna chiedere il coinvolgimento dell'ENI nello sviluppo della area del crotonese, dopo decenni di sfruttamento. I politici devono fare la loro parte cercando di guardare oltre il loro mandato elettorale, incentivando dei progetti medio e lungo termine che possono garantire impiego stabile e produzioni sostenibili.

Luigi Leva

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