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Uccisa per cento euro l'anziana di Pallagorio

Basilicata

L'assassino è suo cugino Antonio Ruggiero (nella foto) che prima ha tentato di ammazzarsi e poi ha confessato di averla strangolata con un collant. La donna gli avrebbe negato l'ennesimo prestito

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di ANDREANA ILLIANO
Ha confessato. È lui l’assassino di sua cugina, Teresina Ammirati, 83 anni, la donna uccisa in casa a Pallagorio, un centro del crotonese. Antonio Ruggiero, 45 anni, ieri ha tentato di ammazzarsi, prima aprendo il gas, poi tagliuzzandosi i
polsi. Voleva morire, preso dal rimorso. È lui che ha ucciso l’anziana che gli aveva negato 100 euro, l’ennesimo prestito, preso dalla rabbia e dalla disperazione. Quando è arrivato in ospedale, dopo aver ricevuto i primi soccorsi, ha trovato i carabinieri della stazione di Cirò Marina (il capitano Paolo Nichilo) e quelli di Verzino (Stefano Maraglino, diretti dal colonnello Mario Conio). È stato allora che ha raccontato tutto. Da giorni era pressato dalle forze
dell’ordine e dai magistrati. Da giorni il sostituto procuratore Piepaolo
Bruni e il procuratore di Crotone, Raffaele Mazzotta seguivano le indagini, dopo che l’autopsia, (il pomeriggio stesso in cui è stato ritrovato il cadavere), aveva dimostrato che la donna era stata ammazzata. «Il delitto è stato consumato
in un breve spazio di tempo - dice il colonnello dei carabinieri, Mario Conio - la donna è stata prima strangolata con un collant e poi, nonostante fosse già morta, le è stato schiacciato il viso contro un cuscino, trovato in casa della Ammirati e sporco di sangue». Ciò che ha insospettito subito gli inquirenti è stata la mancanza di segni di effrazione alla porta. «L’anziana conosceva chi ha bussato alla sua porta», ribatte il capitano Nichilo. Poi a Pallagorio, anche se nessuno ha denunciato, per i carabinieri è stato facile ricostruire le ultime ore della donna che non usciva spesso da casa, ma era conosciuta da tutti ed era noto che suo cugino di secondo grado, Antonio Ruggiero con un problema di salute e disoccupato, viveva da indigente e spesso chiedeva a lei dei soldi. Per l’uomo ieri, dopo la confessione, è stato firmato dal procuratore Mazzotta e dal Sostituto Bruni, un decreto di fermo con le accuse di omicidio volontario, aggravato dai futili motivi e dalla crudeltà. «Le indagini sono state fatte con
grande accuratezza - dice il procuratore Raffaele Mazzotta - e in poche ore siamo riusciti ad arrivare all’assassino, un grande risultato». Quello che aveva insospettito gli inquirenti d’altronde era stato anche l’assenza ai funerali della donna di Ruggiero. C’era tutta Pallagorio domenica scorsa alle esequie,
mancava suo cugino di secondo grado, preso da una sorta di depressione. Da lì sono iniziate le indagini, le pressioni, gli interrogatori e una perquisizione in casa di Ruggiero che vive da solo, a poca distanza dalla cugina ultraottantenne.
L’uomo ha confessato di essere entrato in casa della donna, di averle chiesto dei soldi. Lei, Teresina Ammirati, stanca di fargli prestiti, ha detto no. Poi ha mangiato qualcosa e si è assopita. Ruggiero però non era andato via da quella casa, è stato allora che ha preso un collant e lo ha stretto al collo dell’anziana. Ha temuto poi di non averla ammazzata e allora si è servito di un cuscino. La calza di nylon l’ha buttata via, il cuscino è rimasto in casa, sporco di sangue. A quel punto l’omicida ha aperto qualche cassetto in camera da letto e ha cercato i soldi, i cento euro che, a suo dire, gli servivano per comprarsi le
medicine per l’handicap che l’uomo ha da tempo. Il rimorso, la paura, la tensione altissima di avere i carabinieri addosso, lo hanno poi indotto a tentare il suicidio, anche se in maniera grossolana. All’ospedale, tra le lacrime, ha confessato di aver ammazzato sua cugina. Per soldi.

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