Salta al contenuto principale

"Bellu lavuru", la Dia di Reggio sequestra beni
per dieci milioni

Basilicata

Apparterrebbero a imprenditori di riferimento delle cosche. Pare siano coinvolti, tra gli altri, il genero del capo cosca Vadalà, «Micu u lupu», e il genero del boss Morabito, il «Tiradritto».

Tempo di lettura: 
0 minuti 50 secondi

Beni per dieci milioni di euro sono stati sottoposti a sequestro preventivo dalla Dia di Reggio Calabria. Lo scorso anno nell’ambito dell’inchiesta "Bellu lavuru" furono fermate una trentina di persone accusate di fare parte di cosche della zona ionica reggina che avevano creato un cartello per la spartizione degli appalti sulle principali opere pubbliche.
Il sequestro ha riguardato parte delle quote sociali intestate a Terenzio Antonio D’Aguì del capitale della «D’Aguì Beton Srl», numerosi immobili, anche a Roma e Crotone, e automezzi; il 50% del compendio aziendale della Mabe Srl; il capitale sociale e il patrimonio aziendale della «Primula di Dellavilla Isabella e Leonardo»; un appartamento nonchè terreni a Bianco (Reggio Calabria), per una superficie complessiva di circa 10 ettari intestatia Domenica Stilo. I beni appartengono a persone considerate imprenditori di riferimento delle cosche. Si tratta, in particolare, di Terenzio Antonio D’Aguì, 48 anni, Mario Domenico Mauro, 50; Leonardo Dellavilla, 34, genero del capo cosca Domenico Vadalà «Micu u lupu»; Francesco Stilo, 54, genero del boss Giuseppe Morabito il «Tiradritto».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?