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Dopo le parole di Scopelliti, Mancini incalza con i forconi

Basilicata

Continua la querelle per le parole pronunciate dal sindaco di Reggio in consiglio comunale. Dopo le parole di Scopelliti, l’ex deputato ironizza sul presidente Loiero

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di FRANCESCO PAOLILLO
Mai un calcio nel sedere, ancor più rimasto nel caricatore, è riuscito a sollevare un polverone come quello nato all’indomani delle “pedate”che il sindaco reggino, Giuseppe Scopelliti, avrebbe voluto riservare al lato più “ombroso” del fisico del Governatore, Agazio Loiero, accusato di aver taciuto il proprio entusiasmo per il riconoscimento di Reggio città metropolitana.
Così, ad un centrosinistra «indignato per tanta violenza» in stile “boia chi molla”, il centrodestra replica in massa, mostrando soltanto qualche attimo di confusione proprio fra i consiglieri comunali della maggioranza del primo cittadino reggino.
Per il cosentino Giacomo Mancini (nella foto), infatti, i «calci» invocati da Scopelliti sono ben poca cosa rispetto «ai forconi che impugneranno i cittadini» davanti al modo di governare la Calabria: «Mentre la regione sprofonda a causa della pessima azione di Loiero ci vuole una bella faccia tosta a criminalizzare Giuseppe Scopelliti, per una sua frase, proprio quando il sindaco di Reggio ha conquistato, per la sua comunità, il riconoscimento di città metropolitana tanto da rendere orgogliosi non soltanto i suoi concittadini, ma tutti i calabresi che vogliono far vincere la politica del fare anche nella nostra terra».
E con Mancini si schiera anche Michele Filippelli dell’Alleanza di Centro che reputa «strana e poco comprensibile» la reazione di «una certa parte politica» ai calci nel sedere evocati dal sindaco reggino: «Il successo ottenuto per il riconoscimento della Città metropolitana di Reggio è uno straordinario evento destinato a produrre solo effetti positivi per l’intero Mezzogiorno ed in particolare per la Calabria tutta. L’indifferenza mostrata, invece, da chi oggi governa, guida e rappresenta la Regione Calabria la dice tutta su un “modus operandi” di una politica obsoleta che antepone da sempre l’immagine personale alla veridicità dei fatti». Un altro cosentino, poi, il vice presidente del consiglio comunale, Fabrizio Falvo, se la prende con la «vergognosa solidarietà vittimistica di una sinistra che non ha argomenti e mal governa gli enti territoriali». Chi prenderebbe Loiero a calci nel sedere è anche il sindaco di Scalea, Mario Russo, pronto a seguire Scopelliti «nella sua colorita iniziativa».
Così, se al di la dei confini delle Stretto il centrodestra ha una posizione ben delineata sulla vicenda, discorso diverso va fatto per la maggioranza del sindaco reggino che, a due giorni di distanza, si divide sulla linea da tenere. A due consiglieri del centrodestra che smentiscono categoricamente le affermazioni attribuite a Scopelliti, fanno da contraltare altrettanti esponenti della maggioranza che parlano di «dichiarazioni strumentalizzate» e di «ironia fraintesa». Insomma c’è chi metterebbe a mano sul fuoco, come Michele Marcianò (Pdl), presente in aula, che accusa quanti «si sono precipitati a replicare alle parole mai dette da Scopelliti». E c’è chi, come Giovanna Cusumano, stemperando i toni, racconta un sindaco che «con la sua riflessione, ha ironicamente voluto intendere che, se si fosse trattato di un politico appartenente al proprio schieramento, si sarebbe sentito in forte imbarazzo».
C’è poi chi, come Pasquale Morisani, anche lui presente, è sicuro che «le dichiarazioni di Scopelliti siano state equivocate». Oppure c’è Giuseppe Sergi dell’Mpa che, «avendo partecipato fattivamente al dibattito», se la prende con i giornalisti capaci di «stravolgere il concetto espresso dal primo cittadino, quasi fosse un attacco a Loiero». In ogni modo, mentre la destra reggina è divisa tra “negazionisti”e “interpretazionisti”, quei «calci nel sedere» rappresentano, per l’assessore regionale Michelangelo Tripodi, «parole vergognose e inaccettabili che dimostrano un’arroganza senza limiti».

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