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Catanzaro: Marco e Cristina, un amore finito sull'asfalto

Basilicata

Nella notte anche la giovane di 26 anni rimasta gravemente ferita nell'impatto tra una Fiat Panda e una Honda Runner 600, non ce l'ha fatta. Il fidanzato era morto sul colpo

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Nella notte Cristina Luna, la giovane di 26 anni rimasta gravemente ferita in un incidente stradale che si è verificato ieri sera a Catanzaro, è morta. Nell’impatto tra una Fiat Panda e una motocicletta Honda Runner 600, avvenuto intorno alle 20, in via Emilia, era morto sul colpo il ragazzo che si trovava alla guida della moto in compagnia proprio della giovane. Si tratta di Marco Granato anche lui di 26 anni. Sulla dinamica dell’incidente stanno lavorando gli agenti della polizia municipale.
La morte della giovane ha gettato nella disperazione la sua famiglia e nell’angoscia la famiglia Granato che solo in tarda serata ha potuto vedere per l’ultima volta il figlio al centro di medicina legale dell’università Magna Graecia. Marco era un vigile del fuoco in servizio a Rho, sarebbe dovuto partire per l'Abruzzo, ma il suo caposquadra gli aveva concesso di tornare a casa per le vacanze di Pasqua, chiedendogli solo di rendersi reperibile nel caso ci fosse stato bisogno di rinforzi nelle zone colpite dal terremoto.
Cristina Luna, martedì era al suo primo giorno di lavoro nell'ipermercato del nuovo centro commerciale inaugurato lunedì. Un’opportunità che aveva colto al volo abituata com’era a lavorare per sentirsi libera e indipendente come solo a 26 anni ci si può sentire. Sarebbe dovuta uscire alle 21, ma per un banale guasto ai registratori di cassa, l'uscita è stata anticipata alle 19.
Una bella notizia per Cristina che avrebbe così trascorso del tempo in più con il suo Marco, rientrato alle 15 dello stesso giorno. Un amore consegnato all'eternità dalla tragedia e dalla fatalità degli eventi.
Purtroppo accade anche che il giorno dopo gli eventi sia anche quello in cui si fanno i conti con la pericolosità delle situazioni, benchè questa sia stata segnalata a più riprese, si cercano i responsabili, ci si chiede se tutto ciò poteva essere evitato.
Ieri mattina il comitato per l'ordine e la sicurezza, che era stato precedentemente convocato dal prefetto di Catanzaro Sandro Calvosa, per mettere a punto un piano di interventi sul sistema della viabilità provinciale in vista delle festività di Pasqua, ha avuto come argomento di discussione la tragedia che ha colpito le due famiglie e l’intera comunità catanzarese, scossa dagli eventi. Seduti intorno allo stesso tavolo, le istituzioni hanno discusso su come impedire che tragedie simili possono ripetersi. In questo senso è andato il lavoro avviato, ieri mattina. Per prima cosa il prefetto ha dato disposizione che al'Anas - titolare della gestione sul tratto di strada della 106 - avvii, a partire da questa mattina i sopralluoghi dalla rotatoria fino a Catanzaro Lido. La proprietà del Centro commerciale ha, invece, tempestivamente disposto la collocazione di un sistema cartellonistica più adeguato all'area.
La Provincia inoltre - titolare dell'arteria di Barone - ha raccolto la sollecitazione di procedere con dei lavori di adeguamento ai marciapiedi della zona, proprio per far fronte alla diffusa abitudine dei residenti di Lido di raggiungere l'area a piedi. Sono lunghi e pericolosi rettilinei ubicati nel pieno centro urbano e tutte e tre le strade congiungono il quartiere di Santa Maria con il quartiere marinaro. Tre importanti strade che invogliano gli automobilisti a schiacciare il pedale dell’acceleratore. Proprio viale Emilia,
la strada dove è accaduto il tragico incidente, è priva di illuminazione pubblica e sul tratto sono apposti i segnali di limite di velocità, 50 chilometri orari, ma nessuno li ha mai rispettati.

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