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Vibo, Schirripa era stato già minacciato

Basilicata

Gli avvertimenti dalla zona di Locri, dove gestisce la Cooperativa del Bonamico. Indagini a tutto campo dopo l’attentato al direttore dell’Ospedale di Vibo

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di GIANLUCA PRESTIA
Aveva subito minacce nei mesi scorsi a Locri (Reggio Calabria), dove risiede, Pietro Schirripa (nella foto), il direttore sanitario dell’ospedale di Vibo Valentia ferito lunedì mattina in un agguato mentre, a bordo della sua autovettura, nei pressi del bivio per San Calogero, stava percorrendo la Statale 18 per recarsi al nosocomio vibonese.
Sul ferimento di Schirripa, che è stato raggiunto dai frammenti del vetro andato in frantumi sotto i colpi di pistola sparati da un’uomo a bordo di una moto, indagano i carabinieri del reparto operativo di Vibo Valentia, guidati dal tenente Domenico Spadaro che hanno sentito il medico non appena questi è arrivato al presidio del capoluogo di provincia. Anche ieri il sostituto procuratore della Repubblica di Vibo, Fabrizio Garofalo, titolare dell’indagine, ha provveduto ad ascoltare il professionista che, come detto ieri, ricopre anche la carica di presidente della Cooperativa del Bonamico, nel territorio di Locri. E proprio il direttore sanitario dello “Jazzolino” ha riferito di non sapersi spiegare i motivi del ferimento riferendo però delle minacce subite proprio a Locri. E’ plausibile ritenere, alla luce di quanto esposto dal professionista reggino che i mancati sicari possano essere della zona jonica. Allo stesso tempo, sempre Schirripa avrebbe riferito di che quanto avvenuto non sarebbe riconducibile alla sua attività in seno all’ospedale vibonese.
I militari dell’Arma stanno pur non tralasciando alcuna pista starebbero rivolgendo, quindi, la loro attenzione proprio vers l’attività di cui si occupa Schirripa nel territorio reggino e pertanto nell’ambito dell’attivtà della Cooperativa fondata dall’ex vescovo di Locri Giancarlo Maria Bregantini, poi trasferito a Campobasso, grazie alla quale alcuni giovani hanno trovato lavoro.
Tutta la vicenda, comunque, resta un rebus che l’ufficio della Procura vibonese è chiamato a risolvere. Nel frattempo continuano a pervenire al professionista di Siderno numerosi attestati di solidarietà e di condanna dell’attentato.
Tra i tanti quello del segretario regionale di Rifondazione comunista, Nino De Gaetano, presidente della Commissione regionale antimafia che ha rivolto a Schirripa la massima solidarietà. «La delicatezza dell’incarico professionale ricoperto da Schirripa, insieme con il suo instancabile impegno sociale per lo sviluppo della Locride, hanno probabilmente attirato le criminali attenzioni di chi non vuole permettere un riscatto della nostra terra. Per questo – ha proseguito De Gaetano – invitiamo con affetto Schirripa a non lasciarsi condizionare».
«Quando la Calabria si libererà del quotidiano assillo di una delinquenza che offende le persone con la violenza fisica e morale? Questa volta è toccato al dottor Pietro Schirripa, presidente della Cooperativa Valle del Bonamico, domani a chi?». E’ quanto ha affermato l’imprenditore Pippo Callipo. «E' la certezza dell’impunità per chi viola la legge – ha aggiunto Callipo – assieme alla difficoltà di mettere in atto politiche efficaci per la salvaguardia della democrazia che danno ossigeno alla criminalità organizzata.
La solidarietà è scontata, ma è la possibilità di vivere in una società in cui le proprie opinioni e i propri comportamenti siano rispettati che ancora manca in Calabria e che ancora lo Stato non riesce a garantire».
Infine, per consorzio Connecting People «questo gesto purtroppo non è il primo ma l’ennesimo di una lunga serie. E’ giunto il momento di dire basta. Il nostro quotidiano lavoro per integrare le persone che giungono dai paesi dell’Africa e non solo è il tentativo di tracciare un sentiero di Pace per tutti.
Non capiamo come possa essere adoperato per portare guerra, divisione, paura e morte».

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