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Federica, «in sala operatoria nessun medico»
La madre: «Potevano salvarla»

Basilicata

A Vibo il processo per la morte della sedicenne Federica Monteleone. In aula la deposizione di un elettricista. La reazione di Maria Sorrentino

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Federica non era intubata e nella sala operatoria non c'era nessun medico ma solo due infermieri. Il particolare è stato raccontato dall’elettricista Luciano Pirozzi sentito questa mattina nel processo in corso al tribunale di Vibo Valentia, che vede imputate nove persone accusate a vario titolo di omicidio colposo, falso e istigazione alla corruzione. L'elettricista Pirozzi ha raccontato che il giorno dell’intervento chirurgico era rientrato in ospedale casualmente e gli era stato riferito che c'era stato un problema elettrico nella sala operatoria. Guardando il quadro elettrico si accorse che il contatore era staccato e così riattivò l’erogazione dell'elettricità.
Subito dopo si affacciò nella sala operatoria e: «vidi che la ragazza era a torso nudo e non era intubata. Nella sala operatoria, inoltre, non c'era nessun medico ma solamente due infermieri».
Nel corso dell’udienza oggi, sono stati sentiti altri due elettricisti dell’ospedale di Vibo Valentia che hanno ricostruito la loro attività svolta nel giorno in cui fu operata la giovane Federica.

La dichiarazione della madre
«Quando dicevo che mia figlia poteva essere salvata nessuno mi ha creduto, ha dichiarato Maria Sorrentino, madre di Federica Monteleone, al termine dell’udienza. Maria Sorrentino ha aggiunto:«Dopo la morte di mia figlia molti hanno pensato che le mie dichiarazioni fossero fantasie di una madre stordita e addolorata, delle illazioni. Il fatto vero è che mia figlia è rimasta in quella sala operatoria per 20 minuti senza ossigeno, per cui quando è stata soccorsa era troppo tardi». «Sono 26 mesi – ha concluso – che sento cose che mi fanno molto male. Non mi stupisce quello che ho sentito. Non mi hanno colto di sorpresa». Il processo proseguirà il 14 maggio quando saranno sentiti altri testi.

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