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Agguato contro Crucitti, è stato un avviso

Basilicata

Gli investigatori sono convinti che a Reggio abbiano sparato per ritorsione. Si indaga in Comune per capire le ragioni dell’agguato al dirigente

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di FRANCESCO TIZIANO
Subito due certezze per polizia e carabinieri di fronte all'agguato all'ingegnere Pasquale Crucitti. Due convinzioni intorno alle quali procedono le indagini della procura della Repubblica di Reggio Calabria, in attesa che il fascicolo passi nei prossimi giorni sulla scrivania dei magistrati della direzionedistrettuale antimafia: il dirigente del settore programmazione e progettazione del Comune di Reggio Calabria è stato gambizzato «per ritorsione ad una decisione, o scelta, inerente il ruolo apicale nell'amministrazione dei lavori pubblici di Palazzo San Giorgio»; chi è entrato in azione giovedì sera in via Salita Zerbi, a poche decine di metri dalla cittadella universitaria, per esplodere i sette colpi di pistola calibro “7,65” che hanno centrato Pasquale Crucitti al polpaccio ed al tallone della gamba sinistra, «aveva il preciso compito di recapitare il messaggio intimidatorio limitandosi a lasciare il segno».
Polizia e carabinieri procedono a ritmo serrato il lavoro di intelligence. Già nella notte è stato interrogato lo stesso ingegnere Pasquale Crucitti. Le sue condizioni fisiche si sono dimostrate fortunatamente senza particolari conseguenze e si è ritrovato a sviscerare con gli inquirenti le modalità della sparatoria e, soprattutto, il ventaglio di ipotesi sul movente, passando
al setaccio la montagna di lavori pubblici di cui si sta occupando.
Per questo motivo i carabinieri hanno acquisito la documentazione relativa alle pratiche di cui Crucitti si stava occupando al Comune allo scopo di trovare spunti per l'attività investigativa.
Rimane un rebus chi e perchè ha voluto la spedizione punitiva nei confronti del dirigente lavori pubblici dell'Amministrazione comunale. Intanto è ferma, e soprattutto bipartisan, la solidarietà all'ingegnere Crucitti. La giunta comunale reggina si è riunita d'urgenza ieri mattina per condannare «il grave gesto ai danni di un professionista leale con l'Amministrazione e persona onesta che, in tutti questi anni, da dirigente aperto al dialogo, ha fornito un contributo importante al settore dei lavori Pubblici». Il
sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, pone invece l'accento sulla stagione di attacchi violenti ed intimidazioni che continua a subire Palazzo San Giorgio e il suo esecutivo tecnico-amministrativo: «Serve una riflessione approfondita sulla vicenda poiché non è la prima volta che un dirigente dell'Amministrazione viene colpito. E poiché è necessario garantire serenità ai dirigenti che si impegnano e lo fanno con dedizione, così come a tutta quella gente perbene che lavora nella Pubblica Amministrazione, bisogna fornire risposte forti ed importanti, per ottenere le quali dobbiamo cercare, tutti insieme, di collaborare».
Per Giovanni Nucera, consigliere regionale dei Popolari Liberali, «si è colpito un dirigente corretto e trasparente, aperto al confronto in una visione democratica del rapporto tra politica, amministrazione e comunità».

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