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Tre scosse in due giorni, ora la Calabria ha paura

Basilicata

L'ultima scossa è stata registrata ieri pomeriggio nel Cosentino, ma l'escalation era cominciata il 7 aprile scorso all'indomani del terribile sisma dell'Abruzzo tra Crotone e Catanzaro

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Tre scosse di terremoto in due giorni. Anche la Calabria trema e lo fa a solo una
settimana dai tragici fatti dell'Abruzzo. L'ultima scossa è stata registrata
ieri pomeriggio nel Cosentino, alle ore 13,39, con una magnitudo 3.3 e una profondità di 6,2 chilometri. Attimi di panico per gli abitanti dei centri di Acri, San Cosmo Albanese, San Demetrio Corone, San Giorgio Albanese, Santa Sofia D'Epiro e Vaccarizzo Albanese. La popolazione ha avvertito il movimento tellurico, ma non sono stati segnalati danni o particolari disagi. Il distretto in cui sono avvenuti i movimenti è sempre quello della Sila, così come è identificato dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, e comprende tutta la parte montana del centro e nord Calabria. I primi due terremoti sono stati registrati nella mattina di Pasqua, quando a tremare sono state le zone comprese nei territori di Cerva, Cropani, Belcastro, Andali, Marcedusa,
Petronà e Sersale nel Catanzarese, oltre a Mesoraca e Petilia Policastro nel Crotonese. Per due volte è tremata la terra a cavallo tra le due province: la prima alle ore 10,11, con una magnitudo di 2.5 e 5,9 chilometri di profondità; la seconda, nella stessa zona, alle ore 11,23 di magnitudo 1.8 e 6,8 chilometri
di profondità. Anche in questi casi i movimenti sono stati avvertiti dalle
popolazioni e, nonostante non siano mancati i momenti di panico, non sono stati registrati danni a cose e persone. Qualche momento di tensione è stato registrato, in particolare, nelle chiese della Presila dove in alcuni casi erano già in corso le funzioni religiose, ma tutto è rientrato in pochissimo tempo.
In questi ultimi giorni, in Calabria sono state registrate altre scosse telluriche. La prima, in particolare, è stata quella di martedì 7 aprile, alle ore
22,24, con epicentro la Sila Crotonese. In questo caso la magnitudo registrata
dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia è stata di 3.2, con una profondità di 13,8 chilometri. I comuni interessati, dove la popolazione ha anche vissuto momenti di panico, erano concentrati tutti nella provincia di Crotone.

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