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Violenza su una disabile a Reggio,
padre e figli in manette

Basilicata

La vittima che ha un lieve deficit mentale era assunta come baby sitter nella casa dei suoi aguzzini. Seviziata, sarebbe stata violentata e costretta a sposare un marocchino

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Tre persone sono state arrestate dai carabinieri della stazione di Reggio Calabria con l’accusa di violenza sessuale, minacce e circonvenzione di incapace. Gli arrestati sono padre e due figli, rispettivamente di 45, 24 e 21 anni. Le indagini hanno preso il via lo scorso mese di marzo, quando una giovane di Reggio Calabria, con un lieve deficit mentale, accompagnata dai genitori, si è recata presso la stazione dell’Arma ed ha denunciato ai carabinieri la storia di violenza subita. La vittima, pochi mesi prima di questa drammatica esperienza, aveva deciso di lasciare l'abitazione dei genitori per cercare un’occupazione ed acquistare l’indipendenza economica. Questo suo desiderio, però, si è infranto con una realtà difficile, in un contesto di grande disagio sociale ed economico. Alla giovane, da parte degli arrestati, è stato prima offerto un lavoro come baby-sitter per accudire i figli più piccoli dell’uomo. L'occupazione prevedeva anche vitto e alloggio. Poi, in diverse occasioni, padre e figli avrebbero abusato sessualmente di lei minacciandola con un’arma. I soprusi non si sono fermati ed i carabinieri hanno accertato che i tre, avrebbero stipulato alcuni finanziamenti per diverse migliaia di euro ad insaputa della stessa e fornendo le sue generalità. E come se non bastasse, la ragazza è stata costretta a celebrare un matrimonio «di facciata» con un cittadino marocchino al fine di consentire a quest’ultimo di ottenere la cittadinanza italiana. Da questo matrimonio simulato padre e figli avrebbero incassato un adeguato compenso in denaro.

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