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Giovane ucciso nel Vibonese: chiesti due ergastoli

Basilicata

Lo ha fatto il giudice della Dda di Catanzaro, Dominijanni, a carico di Tommaso Anello e Vincenzino Fruci, accusati dell'omicidio di Santo Panzarella, il 29enne di Filadelfia scomparso l'11 luglio del

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Il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Gerardo Dominijanni ha chiesto due ergastoli, oggi, a carico di Tommaso Anello e Vincenzino Fruci, accusati dell’omicidio pluriaggravato – dalla premeditazione e dalle modalità mafiose - di Santo Panzarella, il 29enne di Filadelfia (Vibo Valentia) scomparso l’11 luglio del 2002, nonchè di detenzione e porto illegale di arma da fuoco, e concorso in distruzione di cadavere aggravata. Dopo la requisitoria del pm, nell’aula del giudice dell’udienza preliminare distrettuale Abigail Mellace, che sta trattando i giudizi abbreviati chiesti dagli imputati (in caso di condanna, i riti alternativi comportano lo sconto di pena di un terzo), hanno preso la parola i difensori delle parti civili, cioè i familiari di Santino con Angela Donato in testa, la «madre coraggio» che per anni ha insistito con tutte le sue forze perchè si facesse chiarezza sulle sorti del figlio, scomparso dopo essere uscito per recarsi al Sert. Anello e Fruci sono ritenuti dall’accusa il primo mandante, ed il secondo uno degli esecutori materiali della barbara esecuzione di Santino. I due uomini chiesero il rito alternativo il 29 febbraio 2008, ed un terzo imputato - Giuseppe Fruci, altro presunto esecutore materiale del delitto - venne rinviato a giudizio (per lui è in corso il giudizio davanti alla Corte d’assise di Catanzaro). I tre presunti assassini di Santino, considerati presunti affiliati alla cosca Anello di Filadelfia (VV), finirono in carcere nell’ottobre 2006, a seguito delle lunghissime indagini della Squadra mobile, coordinate dal sostituto procuratore Dominijanni, che ricevettero un impulso determinante dal pentito Francesco Michienzi. Il giovane collaboratore, crollato sotto il peso insopportabile di aver assistito al barbaro massacro di Panzarella, suo amico fraterno, consentì infatti alla Polizia di ritrovarne i resti, in un affluente dell’Angitola dove Santo fu gettato dopo essere stato ucciso per va della sua relazione sentimentale con la moglie di Rocco Anello – fratello di Tommaso -, considerato il boss di Filadelfia. I difensori di Anello e Fruci, gli avvocati Giuseppe Spinelli e Salvatore Staiano per il primo, e Giancarlo Pittelli e Antonio Rania per il secondo, prenderanno la parola il prossimo 5 giugno.

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