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Agguato a Chiaravalle, coppia uccisa a colpi d'arma da fuoco

Basilicata

Si tratta di Inna Abramovia, di 35 anni e del convivente, Giuliano Cortese, di 48 anni, pregiudicato, rimasto gravemente ferito. Sull'agguato indagano i carabinieri

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Grave agguato a Chiaravalle nel catanzarese. Hanno perso la vita Giuliano Cortese, di 48 anni, e Inna Abramovia, l’ucraina di 35 anni uccisa. La coppia viaggiava a bordo di un’automobile. Cortese è morto nell’ospedale di Chiaravalle centrale dove era stato ricoverato. Le condizioni dell’uomo, raggiunto in più parti del corpo da colpi di fucile, erano apparse subito molto gravi.
L’agguato è avvenuto in contrada Foresta, poco fuori il centro abitato, dopo che la coppia aveva accompagnato il figlio all’asilo. A compiere l’agguato, secondo le prime risultanze delle indagini, sarebbero state almeno due persone.
Gli assassini erano a bordo di un’automobile che ha affiancato quella sulla quale viaggiavano Cortese e la convivente, sparando numerosi colpi di fucile. Obiettivo dell’agguato sarebbe stato Giuliano Cortese.
L’ipotesi che gli investigatori stanno seguendo è che il movente del duplice omicidio sia maturato negli ambienti della criminalità del Soveratese.

LE REAZIONI:
Il leader del movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, in relazione al duplice omicidio accaduto ieri mattina a Chiaravalle Centrale, ha parlato di «barbarie inaudita» ed espresso «grande preoccupazione per il ripetersi di episodi di violenza davanti a scuole».
Corbelli chiede al Governo un «intervento immediato, un decreto ad hoc che preveda un inasprimento della pena, sino all’ergastolo per i casi più gravi, per questo tipo di reato che metta a rischio l’incolumità e la vita dei bambini».
«A Chiaravalle – dice Corbelli – si è consumato un grave fatto di sangue e si è sfiorata una tragedia ancora più grave e atroce di quella accaduta. Quei colpi sparati sulle due vittime avrebbero potuto provocare una strage di bimbi innocenti, che miracolosamente e grazie a Dio è stata evitata. Ancora una volta si è sparato davanti ad una scuola e dei bambini hanno rischiato di venire colpiti, come è accaduto, in Calabria, al piccolo Antonino, di Melito Porto Salvo, e ai bambini dello scuolabus di Briatico, nel vibonese. Un fatto gravissimo. Chi spara davanti ad una scuola sapendo di poter colpire e uccidere un bambino è il peggiore dei criminali e non merita alcuna pietà».

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