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Valbasento, niente benefici per l'amianto

Basilicata

Il sottosegretario Viespoli esclude un atto di indirizzo specifico.

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di Margherita Agata

VALBASENTO - Amianto: niente Atto di indirizzo specifico per la Valbasento.
A spegnere le speranze delle diverse decine di lavoratori dell’area industriale di Pisticci da decenni in attesa del riconoscimento dei benefici previdenziali per l’esposizione alla fibra killer la risposta data dal Governo ad un’interrogazione del deputato del Pd Salvatore Burtone.
Il sottosegretario al Lavoro, Pasquale Viespoli, riguardo al riconoscimento dell’area del polo petrolchimico della Valbasento per le misure a favore di lavoratori esposti all’amianto, ha detto che «dalla ricognizione effettuata dall’Inail, il sito Sindyal (ex Enichem) di Pisticci, pur essendo stati effettuati accertamenti tecnici da parte della Contarp, la struttura tecnica dell’Istituto, non rientra tra quelli con i requisiti necessari per un atto di indirizzo specifico».
Una risposta che, oltre a lasciare insoddisfatto l’autore dell’interrogazione, di certo non piacerà al Gruppo di lavoro per la tutela dei lavoratori esposti all’amianto nei siti industriali della Valbasento. Nel dossier prodotto dal Gruppo, infatti, si dimostrava l’esatto contrario di quanto sostenuto finora dalla Contarp, ovvero che l’esposizione al minerale cancerogeno é stata tutt’altro che poco significativa. Lo studio, inviato per conoscenza a tutte le autorità compententi, infatti, ha dimostrato che l’indice di rischio nell’area industriale della Valbasento é dieci volte più alto della soglia massima prevista dalle norme vigenti per il riconocimento della malattia professionale. Una tesi avvalorata dall’alta percentuale di morti riconducibili all’amianto. Dall’insediamento dell’ex Eni a oggi sono 92 i lavoratori che hanno contratto patologie tumorali, 80 i morti. Nel corso degli ultimi anni in aumento i casi di malattie professionali per asbestosi e mesoteliomi, e diversi casi di decessi per tumori polmonari ed all'apparato gastro-intestinale. Ma per il Governo tutto questo non basta. Viespoli, dal canto suo, evidenziato «come il Governo abbia convertito in legge il decreto n.5/2009 che prevede la validità dei trattamenti pensionistici ai fini del conseguimento dei benefici previsti dalla legislazione del 1992».
Ma la risposta è stata ugualmente giudicata insoddisfacente da Burtone, il quale ha ribadito «la necessità che il Governo emani un atto di indirizzo preciso per i lavoratori della Valbasento. A dare risposta alle tante richieste non possono essere i processi, ma la politica e le istituzioni».

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