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Presidio itinerante dei disoccupati del salotto

Basilicata

Cinquanta operai chiedono un incontro con gli imprenditori

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di Antonella Ciervo
UN “presidio itinerante” che coinvolga nei prossimi giorni tutte le aziende del mobile imbottito che hanno mandato in cassa integrazione i lavoratori. L’iniziativa spontanea è scattata ieri mattina, per proseguire nei prossimi giorni e ha coinvolto una cinquantina di operai ex Calia e Nicoletti. «Abbiamo chiesto a Confindustria un incontro perchè le aziende ci dicano cosa dobbiamo aspettarci per il futuro - spiega Raffaele Lagalante - mentre loro riportano risultati positivi alla Fiera di Milano, noi non abbiamo prospettive di lavoro. In attesa di risposte proseguiremo la nostra protesta». Uomini, donne, padri di famiglia che hanno dovuto modificare stile di vita, prospettive, progetti a causa dei tagli imposti dalle aziende. La contestazione avviata ieri davanti allo stabilimento di Calia salotti è il segnale inequivocabile di un disagio sociale che rischia di assumere i contorni di una vera e propria emergenza. Michele Andriulli (Fillea-Cgil) aggiunge: «Questa azione spontanea indica che comincia a montare l’esasperazione mentre le istituzioni non si muovono. Ormai un protocollo d’intesa non si nega a nessuno. Serve, invece, un accordo di programma ovvero uno strumento che contenga delle risorse economiche. Per ora, invece, nè il Governo nè la Regione hanno idee da mettere in campo. Non è stato ancora elaborato il lutto di una crisi seria che riguarda questo settore». A dover fare i conti con la disoccupazione, in questo ultimo anno, sono circa 2400 persone, come conferma Andriulli, vale a dire il 60% del totale. «Si tratta di una platea che rischia di finire nelle maglie del lavoro illegale, di imprenditori senza scrupoli, di competizione al massimo ribasso». «Manifestare è un diritto sacrosanto dei lavoratori - scrive l’avv. Angelo Calculli, curatore fallimentare della Nicoletti spa- ancor più lo è quando a manifestare sono i lavoratori di una azienda leader di settore, la Nicoletti SpA, che repentinamente ha dovuto piegare il capo ad una crisi spaventosa. L'Ugl, nel sostenere una giusta causa ha omesso o tralasciato la liceità delle motivazioni e del luogo dove manifestare pubblicamente il disagio dei lavoratori della Nicoletti SpA. Scegliere poi il sito della Calia - aggiunge inoltre - per sostenere simili corbellerie ha poi dell'inverosimile. L'Ugl ed i dipendenti della Nicoletti SpA, quando vorranno chiarimenti - aggiunge Calculli - troveranno sempre una porta aperta ed una corsia preferenziale ma nella sede a loro più consona e familiare. Per questa ragione ci siamo resi disponibili domani mattina (oggi, ndr.) ad un incontro con le parti a La Martella: noi siamo lì e lì siamo pronti al dialogo ed al chiarimento».

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