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Pedofilia, perquisizioni anche in Calabria
Le piccole vittime venivano torturate

Basilicata

Maxi operazione del Nucleo investigativo telematico in tutta Italia contro la pedofilia on line. Impegnati oltre 200 militari

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Operazione contro la pedofilia on line e il «turismo sessuale» in sedici regioni. Tre arresti e sessantanove perquisizioni è il bilancio ancora provvisorio dell’operazione, coordinata dal Procuratore della Repubblica di Siracusa Ugo Rossi, dall’aggiunto Giuseppe Toscano e dai sostituti Antonio Nicastro e Anna Trinchillo, e scaturita da una serie di dettagliate denunce presentate dall’Associazione Telefono Arcobaleno.
Le indagini eseguite dal Nit hanno consentito di acquisire numerosi film a sfondo pedofilo, la cui localizzazione ha condotto alla individuazione di 69 utenti italiani che pubblicavano sulla rete internet i materiali illegali.
Le perquisizioni riguardano Lombardia, Emilia Romagna, Sicilia, Veneto, Lazio, Puglia, Toscana, Calabria, Piemonte, Liguria, Campania, Basilicata, Abruzzo, Marche, Sardegna e Trentino.
In manette è finito un impiegato di 57 anni residente in un comune dell’Isola di Bergamo, un uomo di 42 anni della provincia di Treviso e un medico di Catanzaro, di 66 anni, con mansioni di dirigente presso una comunità di recupero per tossicodipendenti. In casa di quest'ultimo indagato, inoltre, sono stati scoperti, oltre ai materiali pedopornografici, anche 200 grammi di droga e un bilancino.
Le indagini del Nit hanno portato alla luce un sommerso mercato della fabbricazione dei film pedofili di genere «sadism»; si tratta di un circuito di produzione di lungometraggi che prevedono addiritura la tortura delle vittime. Sequestrati numerosi film, girati nell’ambito dei circuiti del turismo sessuale, i quali riproducono le violenze e torture contro bambine e bambini di 4 o 5 anni, a volte imbavagliati, legati e costretti a subire pratiche indicibili.
In alcuni casi, gli stupratori, tra cui una donna, mostrano nei video il proprio volto in maniera quasi sfrontata.
Gli indagati sono per lo più professionisti di età compresa fra i 40 e i 60 anni. Sette di loro hanno precedenti specifici per reati sessuali contro i minori.

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