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Il Metapontino si ribella

Basilicata

A Scanzano Libera scende in piazza per protestare contro gli incendi alle aziende del territorio. Don Cozzi: «C’è gente che non accetta di essere violentata in questo modo»

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2 minuti 38 secondi

di PIERANTONIO LUTRELLI
Alzare la voce contro gli atti delinquenziali non è mai abbastanza. Per la verità lo si fa molto poco. O quantomeno bisognerebbe farlo molto di più.
E quando c’è qualcuno che, come don Marcello Cozzi e i volontari dell’associazione “Libera”, si adopera in tal senso, la parte sana della società apprezza e partecipa. Segue. Si schiera. E’ quello che è accaduto ieri mattina a
Scanzano in occasione della mobilitazione “Riprendiamoci il Metapontino!” contro la escalation di attentati intimidatori (incendi in gran parte) alle aziende
ortofrutticole e commerciali del Metapontino, organizzata dall'associazione guidata dal prete antimafia e tenutasi nella piazza adiacente il Palazzo Baronale. Unico “neo” la scarsa presenza degli amministratori locali del comprensorio, fatta eccezione per il comune di Bernalda con tanto di gonfalone, il sindaco di Colobraro, Andrea Bernardo e l’intera maggioranza che amministra il Comune di Scanzano, con in testa il sindaco Salvatore Iacobellis. «Noi abbiamo dimostrato di saperci mettere davanti – ha detto quest’ultimo sul palco
riferendosi alle vicende antiscorie del 2003 – e lo faremo anche in questo caso.
Gli imprenditori devono sapere che le istituzioni sono con loro». Presenti molti
scolari e studenti del territorio. Un bel segno di speranza. «Leggiamo con
preoccupazione questi avvenimenti – ha detto don Marcello al Quotidiano - non abbiamo in mano qualcosa che ci permette di dire con certezza cosa ci possa essere dietro. Qualunque cosa ci sia dietro, chiunque sia dietro questi atti dolosi, sono comunque cose che ci fanno preoccupare che ci inquietano e che ci devono chiamare però anche a scendere in piazza e a dire che c’è gente che non accetta di essere violentata in questo modo. Qui nel Metapontino, ci sono probabilmente molti appetiti, la paura è proprio questa. La paura è che ci possa essere dietro qualcosa di più grave ed anche di più grande di quello che noi possiamo immaginare. E’ solo la paura per carità – ha proseguito - però considerando la ricchezza di questa terra, considerando che questa fascia è tra le più fiorenti della Basilicata, considerando che la storia recente della fascia jonico-metapontina è anche di criminalità organizzata, abbiamo davvero paura che qualcuno anche dall’esterno, mi riferisco alla Calabria, possa venire a recuperare qui manovalanza e abbia interessi pesanti in questa zona. Ma molto pesanti. Non possiamo sottovalutare quello che sta accadendo, perché una cosa ci sembra chiara: non sono dieci coincidenze. Quello che è accaduto dal febbraio 2008 ad oggi non sono coincidenze. Ci sembra di vedere un disegno strategico criminale ed agli organi competenti ai quali va la nostra fiducia, tocca stabilire qual è il disegno. Chi sono le regine di questo disegno. Noi possiamo semplicemente scendere in piazza, mobilitare le persone e convincerle a denunciare e magari a parlare. Magari – ha concluso il coordinatore regionale di “Libera” - qualcuno ha visto o ha sentito». Durante la manifestazione è intervenuto telefonicamente il ristoratore di Scanzano, trapiantato a Berlino, Pino Bianco, che ha denunciato di recente i malavitosi che volevano taglieggiarlo. Toccante è stata anche la testimonianza di Mattia Passatelli, sindaco “baby” di Scanzano Jonico. Ad intervenire, in rappresentanza del mondo agricolo Giuseppe Labanca della Cia. Importante infine la testimonianza di Paolo
Gallipoli, presidente dell’associazione antiracket di Montescaglioso, comune in passato falcidiato da clan criminali.

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