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Indagine sullo schianto mortale nel Modenese

Basilicata

Modena Uno scanzanese, collaudatore di moto, è morto finendo con lo scooter su un muro. I vigili investigano su eventuali responsabilità di un’automobilista poi fuggito

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di ANTONIO CORRADO
Un’indagine disposta dalla Procura della Repubblica di Modena, chiarirà la dinamica e le eventuali responsabilità di un pirata della strada nell’incidente che giovedì scorso ha causato la tragica morte dello scanzanese Mauro Pierro, 46 anni, a Ponte Fossa di Formigine, nel Modenese. L’uomo, di professione collaudatore di motocicli, si è schiantato proprio a bordo del proprio scooter, un Suzuki Burgman 400, contro un muretto lungo via Radici.
Il tremendo impatto ha disarcionato il motociclista dal veicolo, il quale ha proseguito la sua corsa ribaltandosi e cambiando senso di marcia, quasi come se il mezzo stesse transitando da Sassuolo verso Modena.
Secondo la prima ricostruzione della polizia municipale, l’uomo, che indossava regolarmente il casco, sarebbe stato tradito dalla curva, fosse imboccata a una velocità troppo elevata.
La notizia dell’inchiesta è trapelata ieri, perché la dinamica dell’incidente non ha convinto gli inquirenti. Pare che lo scooterista, sposato e padre di una bambina, sia stato mandato fuori strada da un’automobile che sarebbe poi scappata. Solo l’autopsia sul corpo dello sfortunato centauro, residente a Casinalbo (Mo), in via Brunelleschi, potrà chiarire se sia stato urtato da un veicolo prima di finire contro il muretto.
E’ questo, infatti, il dubbio dei vigili urbani che sono intervenuti sul luogo dello schianto. Alcuni testimoni avrebbero visto una macchina passare lungo via Radici ma non è chiaro se la vettura abbia colpito lo scooterista. E’ probabile che non ci sia stato alcun urto e che l’automobile abbia solo fatto perdere a Pierro il controllo dello scooter. In ogni caso, però, l’automobilista non si sarebbe fermato.
E’ anche probabile che il conducente della vettura non si sia accorto di nulla. L’autopsia sulla salma di Mauro Pierro, appartenente a una storica famiglia di Scanzano, che si è occupata per anni di vendita di moto e ricambi per veicoli a due ruote, è attesa nei prossimi giorni presso l’istituto di medicina legale di Modena. Dopo l’esame autoptico, la salma tornerà nella sua Scanzano per la celebrazione del funerale. Nella cittadina jonica abitano i familiari, padre, madre e tre sorelle, è qui che sarà sepolto. Attualmente l’uomo abitava a Casinalbo da solo, in seguito alla recente separazione dalla moglie, ed era emigrato nel Modenese per motivi di lavoro, continuando comunque a seguire le orme dell’attività di famiglia.

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