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Alluvione Vibo, per 11 persone
chiesto il rinvio a giudizio

Basilicata

Il pm Francesco Rotondo ha chiesto il rinvio a giudizio di 11 persone indagate nel procedimento relativo all’alluvione che il 3 luglio 2006 ha devastato le frazioni costiere di Vibo Valentia

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Chiesto il rinvio a giudizio per 11 persone indagate nell'ambito dell'inchiesta aperta dopo l’alluvione del 3 luglio 2006 che provocò anche la morte di tre persone: del piccolo Salvatore Gaglioti, delle guardie giurate Ulisse Gaglioti e Nicola De Pascale, oltre al ferimento di Bruno Virdò. Sarà il giudice dell’udienza preliminare Giancarlo Bianchi a decidere sul rinvio a giudizio o sull'eventuale proscioglimento.
Le persone coinvolte sono i funzionari dell’Anas Vincenzo Capozza e Francesco Giovanni Scopelliti, chiamati a rispondere di inondazione ed omicidio colposo. Per gli stessi reati, il pm ha chiesto il rinvio a giudizio anche per Bernardo De Berardinis, responsabile dell’Ufficio di prevenzione dei rischi della Protezione civile. Per lui, Francesco Giovanni Scopelliti ed il funzionario della Regione Calabria Vincenzo Pizzonia, la pubblica accusa ha poi chiesto il rinvio a giudizio anche per i reati di lesioni personali in relazione alle ferite riportate da Bruno Virdò, il giovane che tentò di salvare il piccolo Salvatore Gaglioti.
Sempre Vincenzo Pizzonia, unitamente a Umberto Sirianni, Giovanni Ricca, Luigi Giuseppe Zinno, Massimo Nisticò e Pietro Paolo Larosa, tutti dipendenti e funzionari del Dipartimento Lavori pubblici della Regione, sono invece ritenuti responsabili – a detta del pm – di non aver provveduto a rimuovere le situazione di «criticità» evidenziate dal PAI (Piano di assetto idrogeologico).
Gli altri imputati per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio sono Michele Adiletta e Faffaele Celia, responsabili dell’Anas. L'udienza è stata rinviata al 18 maggio prossimo.

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