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Ferrosud, senza lavoro nè futuro

Basilicata

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PRONTI a sfilare oggi, davanti all’assessorato alle Attività produttive della regione Basilicata.
I circa 100 operai della Ferrosud, di cui 80 andranno in cassa integrazione per un anno, manifesteranno oggi alle 15 nel corso di una protesta dei sindacati.
L’azienda ufficializzerà la richiesta mentre Fim Cisl, Fiom, Uilm e Failms hanno chiesto un tavolo di confronto nazionale e un nuovo piano industriale.
Garantire certezze ai lavoratori, al termine della cassa integrazione è l’interesse principale. Gerardo Evangelista, segretario della Fim-Cisl lucana , si dice «Preoccupato per la futura stabilità dei lavoratori della Ferrosud e pretende garanzie sul mantenimento dello stabilimento nel territorio materano», invitando le istituzioni a «Non abbandonare i lavoratori in questa difficile battaglia.
La crisi della Ferrosud viene da lontano - continua Evangelista - e il dimezzamento delle commesse di Trenitalia non ha fatto altro che aggravare una situazione già fortemente instabile».
L'unica via d'uscita è per Evangelista «Un nuovo piano industriale che restituisca solidità e credibilità a un pezzo importante della nostra industria, accompagnato da nuovi investimenti pubblici per il rinnovo di un parco rotabile che non brilla certo per gioventù. Perdere la Ferrosud - conclude il sindacalista della Fim - sarebbe un ulteriore, se non definitivo, colpo al sistema economico del materano e della Basilicata intera».
L’azienda aveva da poco terminato di utilizzare la cassa integrazione per 41 lavoratori che si era chiusa alla fine di aprile.
Nonostante le richieste giunte finora dai sindacati, però, il gruppo Mancini non ha ancora presentato un nuovo piano industriale.

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