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Nucleare, le accuse di De Filippo

Basilicata

Il presidente della Regione ribadisce il "no" all'energia atomica in Basilicata e punta il dito sul governo: con il disegno di legge 1195 vuole espropriare gli enti locali delle proprie competenze

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LE mani avanti sul nucleare. «La Regione Basilicata ribadisce al Governo il suo «no alla costruzione di centrali nucleari e alla realizzazione, sul proprio territorio, del sito unico dello smaltimento dei rifiuti radioattivi». Lo ha detto il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, al termine della Conferenza straordinaria delle Regioni. I provvedimenti messi a punto da Palazzo Chigi in tema di nucleare ed idrocarburi «sono nei fatti – ha osservato De Filippo – un’incursione indebita su una materia sulle quali soltanto le Regioni possono intervenire. Sulle tematiche legate al nucleare ed agli idrocarburi – ha ammonito il governatore della Basilicata – non è possibile sganciarsi da quanto previsto dal piano energetico nazionale, ambito sul quale le Regioni vorrebbero esprimere la propria opinione, soprattutto per quanto riguarda la scelta dei siti».
De Filippo ha aggiunto che i disegni di legge sul nucleare e sui diritti regionali in materia di idrocarburi «espropriano platealmente competenze regionali con una incursione insopportabile su materie che riguardano l’ambiente e la gestione del territorio, di responsabilità, appunto, delle Regioni». De Filippo ha «contestato il metodo proposto dal Governo» e ha ribadito «l'assoluta e definitiva contrarietà della Basilicata a qualsiasi ipotesi di nucleare, sia con una centrale sia con l’individuazione del sito unico per le scorie. Ho chiesto alla Conferenza delle Regioni – ha concluso De Filippo – di avviare una costante azione di sollecitazione con il Governo affinchè le norme previste nei citati provvedimenti legislativi siano cancellate».

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