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Strangio in Italia, nel carcere di Rebibbia

Basilicata

La Dda di Reggio Calabria ha chiesto per Strangio l'applicazione della misura del 41 bis, il carcere duro

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Felpa nera, jeans scuri, scarpe da ginnastica, capelli tinti e soprattutto manette ai polsi celate da un giubbotto di pelle. Così è arrivato ieri all'aeroporto di Roma-Ciampino Giovanni Strangio, ritenuto dagli inquirenti il principale responsabile della strage di Ferragosto 2007 nel ristorante 'Da Bruno' a Duisburg in cui furono uccisi sei calabresi, è arrivato all’aeroporto di Ciampino estradato dall’Olanda, dove è stato arrestato il 12 marzo.
Strangio è stato immediatamente trasferito nel carcere di Rebibbia, dovrà rispondere dell’accusa di associazione di tipo mafioso e omicidio plurimo. Trent'anni, inserito nella lista del Viminale dei 30 latitanti più pericolosi, Strangio era stato arrestato in un sobborgo di Amsterdam in un’operazione, sottolinea il direttore del Servizio operativo centrale (Sco) della Polizia, Gilberto Calderozzi, «che ha visto lavorare fianco a fianco la polizia italiana, l’Interpol, le polizie olandese e tedesca, sotto il coordinamento della magistratura tedesca e quella di Reggio Calabria».
Assieme a Strangio, gli agenti dello Sco e della squadra mobile di Reggio Calabria hanno arrestato anche suo cognato Francesco Romeo, all’epoca latitante da oltre 10 anni ed inserito nell’elenco dei cento latitanti più pericolosi, accusato di traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
E sempre nei Paesi Bassi, a novembre 2008, era finito in manette Giuseppe Nirta, cognato di Strangio, condannato a 14 anni e 8 mesi per associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Tutti arresti che, sottolineano gli investigatori, «hanno inflitto un ulteriore duro colpo alla criminalità organizzata calabrese, inserendosi nel contesto di uno specifico dispositivo di intervento realizzato per contrastare l’organizzazione criminale calabrese anche nelle sue proiezioni internazionali».

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