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Il Consiglio regionale premia gli emigrati di rango

Basilicata

Il Consiglio regionale premia dodici personalità che si sono distinte nel mondo per i propri meriti. A settembre onorificenze a Placido, Wertmuller, Cappelli e Francis Ford Coppola

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di ANNA MARIA CALABRESE
Talenti italiani all’estero. L’expertise lucana sta diventando sempre più un valore aggiunto per la nostra Basilicata. Lo testimoniano i “lucani insigni” premiati dal Consiglio regionale per i meriti raggiunti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario e per la diffusione dell'identità lucana.
A ricevere l’ambito riconoscimento, il direttore della Zecca di Stato Nicola Ielpo di Rotondella (nella foto) il fisico Benedetto Vigna di Potenza, l’imprenditore Pasquale Tremamunno di Ferrandina, il musicista Emanuele Basentini e lo scrittore Vito Riviello, entrambi di Potenza, l’ingegnere Massimo Mitolo di Lauria, il minatore Rocco Malatesta di Genzano di Lucania e il dermatologo Raffaele Falabella di origini lagonegresi. Un “premio speciale lucani insigni” è stato, poi, assegnato a padre Mario Carmelo Gagliardi, all’avvocato Theodore Grippo (unico assente alla cerimonia, riceverà il premio in occasione di una manifestazione che avrà luogo il 12 agosto a Chicago), al rugbista Emanuele Palladino e all’astrofisica Elisande Estela Brandi.
La Crle (Commissione regionale dei lucani all'estero) ha annunciato che a settembre, nell’ambito del primo festival del cinema di Maratea, saranno conferite onorificenze anche a Beniamo Placido (critico televisivo), Lina Wertmuller (regista), Gaetano Cappelli (romanziere) e Francis Ford Coppola (regista). «Quando parliamo di talenti, però, non parliamo solo di professionisti, ricercatori o rinomati scienziati – ha commentato il consigliere regionale Sergio Lapenna – ma anche di tanti connazionali tecnici, camerieri e artigiani, partiti con la “valigia di cartone”, che contribuiscono ad incrementare il Pil dei paesi esteri in cui vivono e lavorano e che potrebbero essere una risorsa indispensabile su cui investire e credere nella nostra regione».
Dunque, non è più questione di emigrare ma è questione di mobilità. In tempi di globalizzazione, in tempi di internazionalizzazione, i lucani all’estero possono rappresentare un valore aggiunto per la Basilicata, sia in termini di internazionalizzazione dei prodotti lucani, sia in termini di mobilità del sapere. Mobilità delle competenze, delle conoscenze. «Il discorso della presenza di una nostra comunità all’estero - ha sottolineato l’assessore alle Attività produttive Gennaro Straziuso - può essere addirittura un qualcosa su cui promuovere anche lo sviluppo della nostra regione».
Sempre nella giornata di ieri, con la seduta dell'esecutivo che ha definito «l'apertura di sportelli per le attività formative in Argentina, Uruguay, Brasile, Colombia e Italia» e con la riunione del “forum dei giovani” da poco istituito «per ringiovanire l’organizzazione», sono iniziati i lavori della conferenza annuale della commissione dei lucani all’estero.
«Abbiamo realizzato gran parte degli impegni presi – ha detto il presidente della Crle, Pietro Simonetti – ma ci sono difficoltà che provengono dai tagli ai trasferimenti per attività formative e dalla burocrazia». «I problemi ci sono - ha aggiunto il vicepresidente della commissione, Luigi Scaglione - ma finalmente siamo riusciti a concretizzare l’idea di un ringiovanimento della Commissione,
attraverso il forum dei giovani, grazie al quale siamo convinti che si produrranno risultati migliori». In un messaggio inviato alla Commissione dei Lucani all’estero, il presidente del Consiglio regionale della Basilicata ha sottolineato che «i giovani rappresentano un’importante risorsa per la proiezione della Basilicata nel mondo e un prezioso veicolo di cambiamento nel processo di crescita delle associazioni dei lucani».

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