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'Ndrangheta: pressioni per condizionare i pm, assolti 5 imputati

Basilicata

Sono stati assolti i cinque imputati accusati di far parte di un presunto comitato d’affari che avrebbe tentato di condizionare alcuni magistrati della Dda di Reggio Calabria

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La sentenza è stata emessa dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Catanzaro, Antonio Battaglia, al termine del processo con rito abbreviato. Il 3 novembre scorso il pm di Catanzaro, Vincenzo Capomolla, a conclusione della sua requisitoria, aveva chiesto la condanna a quattro anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa e minacce aggravate dalle modalità mafiose, dell’ex deputato del Psdi, Paolo Romeo, e del direttore del periodico Il Dibattito, Francesco Gangemi.
L’assoluzione, per non avere commesso il fatto, era stata chiesta per l’ex deputato di Fi Amedeo Matacena, per il collaboratore del Dibattito, Riccardo Partinico, e per l’avv. Giorgio De Stefano.
Il pm aveva chiesto l’assoluzione anche per l’avvocato Francesco Gangemi, omonimo e cugino del giornalista, che nel frattempo è deceduto. Nel corso del processo l’accusa ha sostenuto che la 'ndrangheta, dopo l’operazione Olimpia di metà anni '90, aveva attuato una strategia per delegittimare i magistrati che avevano condotto l’inchiesta ed i collaboratori di giustizia.
I magistrati parte offesa nel processo sono Salvatore Boemi, Franco Mollace (nella foto), Enzo Macrì e Roberto Pennisi. Le indagini, avviate dall’ex pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, avevano portato anche all’arresto di alcuni degli imputati.

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