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Autovelox clonati, il sindaco di Camini risponde

Basilicata

Dopo la vicenda emersa ieri e legata agli autovelox clonati il primo cittadino di Camini (Rc), risponde: "cado dalle nuvole"

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«Non credo che la notizia, che ho appreso dalla stampa, riguardi il nostro Comune. Cado dalle nuvole». Lo ha detto il sindaco di Camini, Anna Micelotta (nella foto), in merito al sequestro ieri, di presunti autovelox clonati.
«Al momento – ha aggiunto – non c'è stata alcuna comunicazione ufficiale nè a me, nè al Comune. L’unico autovelox di cui disponiamo, con tanto di numero di matricola, è fisso ed è stato sostituito nel 2008. Inoltre, è stato collocato lungo la 106 dietro autorizzazioni di Prefetto e Anas perchè si tratta di una strada particolarmente trafficata».
«Non ho idea – ha detto ancora il sindaco di Camini – di dove dovrebbe essere la truffa. Come Comune, di recente abbiamo avuto un incontro con il Tribunale ed in quella sede abbiamo esibito tutta la documentazione che era in nostro possesso, relativa alle autorizzazioni. Posso dire con certezza che siamo in perfetta sintonia con quanto prevede la normativa».
«Se c'è truffa – ha concluso – certamente non può essere attribuita al Comune di Camini che, visti i frequenti incidenti, nell’ottobre 2007 è stato costretto ad installare l’autovelox per tenere sotto controllo i limiti di velocità e da allora non si sono registrati incidenti nè mortali nè lievi. Può darsi, comunque che le multe siano 13 mila, anche se ritengo che non siano state elevate solo nel 2008 ma si riferiscano ad un lasso di tempo compreso dall’installazione ad oggi».

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