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Corigliano: uccisi a colpi di kalashnikov,
sei persone indagate

Basilicata

Adesso si teme che il duplice delitto possa far risorgere, dopo un lungo periodo di tranquillità, vecchi scontri tra le cosche della criminalità organizzata locale

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Hanno usato la potenza di fuoco garantita da un kalashnikov per evitare che le vittime potessero sfuggire all’agguato: è questo lo scenario che emerge dal duplice omicidio di Antonio Bruno, 58 anni, e Antonio Riforma, 56 anni, uccisi stamani nelle campagne di Corigliano Calabro, nel cosentino. Adesso si teme che il duplice delitto possa far risorgere, dopo un lungo periodo di tranquillità, vecchi scontri tra le cosche della criminalità organizzata locale. Secondo gli investigatori il vero obiettivo dell’agguato era Antonio Bruno, ritenuto uno dei principali elementi della criminalità di Corigliano Calabro. Le due vittime erano a bordo di una Renault Clio quando alcuni sconosciuti hanno sparato contro l’automobile, uccidendo subito Antonio Bruno, che era alla guida. Il mezzo ha proseguito la corsa fino a quando si è fermato in una stradina di campagna e Antonio Riforma è sceso, cercando di scappare. L’uomo, però, è stato raggiunto dai killer e ucciso.
Alcuni agricoltori che stavano lavorando nella zona dell’agguato hanno sentito il rumore degli spari e hanno chiesto l'intervento dei carabinieri, i quali hanno scoperto il duplice delitto. Sul luogo dell’agguato sono stati repertati numerosi bossoli sui quali saranno compiuti accertamenti balistici. Gli investigatori hanno eseguito numerose perquisizioni e controlli nei confronti di persone con precedenti penali: l’attenzione si è concentrata in un quartiere della frazione Lauropoli di Cassano allo Jonio (Cosenza), che è ritenuto la roccaforte della cosca degli zingari, e che, negli anni scorsi, è stata protagonista di scontri tra i gruppi criminali che nella zona si contendono il controllo delle attività illecite.
Sono stati sentiti anche familiari e amici delle due vittime, per ricostruire i loro ultimi spostamenti e per accertare se recentemente avessero avuto contrasti con altre persone.
Bruno, soprannominato «Giravite», era già stato ferito in un agguato compiuto nel luglio dell’anno scorso sempre a Corigliano. Il suo ferimento, secondo gli investigatori, avvenne nell’ambito di contrasti sorti fra due gruppi rivali che si contendono il controllo dei videogiochi nella zona di Corigliano. L’attività investigativa è coordinata dal procuratore della Repubblica di Rossano, Leonardo Leone De Castris, al quale si è successivamente aggiunto il sostituto procuratore della Dda di Catanzaro, Vincenzo Luberto.

DETTAGLI:
Sono almeno 16 i colpi di kalashnikov sparati nell’agguato compiuto ieri a Corigliano Calabro e nel quale sono stati uccisi Antonio Bruno e Antonio Riforma.
I carabinieri hanno compiuto nel corso della notte numerosi controlli e perquisizioni nei confronti di persone con precedenti penali di Corigliano e della frazione Lauropoli di Cassano allo Jonio. Sei persone sono state sottoposte allo stub e sono ora indagate.
La Procura della Repubblica di Rossano e la Dda affideranno stamani l’incarico al medico legale che, oggi pomeriggio, eseguirà l’autopsia sui due cadaveri. Le due vittime erano a bordo di una Renault Clio, in contrada Catinella di Corigliano Calabro, quando alcuni sconosciuti hanno sparato contro l’automobile. Antonio Bruno è morto all’istante, mentre Antonio Riforma è uscito dal mezzo ed ha cercato di scappare. L’uomo però è stato raggiunto ed ucciso. Dai primi accertamenti è emerso che la gran parte dei colpi d’arma da fuoco sono stati sparati da distanza ravvicinata.

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