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Reggio: in catene per il piccolo Nicolas affetto da tetraparesi

Basilicata

Francesco Umbaca protesta davanti al Tribunale perchè è stata chiesta l’archiviazione del procedimento a carico dei due medici indagati per le lesioni riportate al momento del parto dal figlio

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Francesco Umbaca, camionista, di Bianco, si è incatenato stamani davanti al Palazzo di Giustizia di Reggio Calabria. L'uomo protesta perchè è venuto a conoscenza che la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria ha chiesto l’archiviazione del procedimento a carico di due medici dell’ospedale di Melito Porto Salvo che erano stati indagati per le lesioni gravissime riportate al momento del parto dal figlio Nicolas, oggi di quasi cinque anni. Nato nell’Ospedale di Melito Porto Salvo il 12 ottobre 2004, Nicolas è affetto da tetraparesi spastica. Non vede, non parla, non cammina. Secondo i genitori, i loro legali ed i periti di parte, la gravissima patologia è la conseguenza di un’asfissia per un taglio cesareo eseguito con molto ritardo visto e considerato che - per una macrosomìa- si era verificata la mancata progressione del feto nel canale del parto. Danni irreversibili tanto che oggi Nicolas, un bambino bellissimo, può solo percepire la voce di mamma e papà e delle sue due sorelline; per il resto è una vita vegetativa. Da qui la protesta di Umbaca che, ha riferito alla stampa, continuerà ad oltranza. Ogni pomeriggio rientrerà a casa, a Bianco, per assistere il bambino, mentre la mattina tornerà ad incatenarsi davanti al Tribunale di Reggio Calabria.

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