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I volti del nuovo Consiglio di Nova Siri

Basilicata

Sette new entry in maggioranza e cinque in minoranza

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di PIERANTONIO LUTRELLI
Giuseppe Santarcangelo, 53 anni, neurologo è stato riconfermato sindaco a capo della lista civica “Insieme per Nova Siri”. Compagine quest'ultima formata da Pdl, Udc esponenti civici singoli ed aggregati, che ha ottenuto un suffragio pari a 2.447 voti. Lo sconfitto è Pasquale Favale, 43 anni, avvocato che guidava la lista politica del Partito democratico che ha ottenuto 1.806 consensi. Sfida a due, dunque, conclusasi con una vittoria per molti versi annunciata, resa avvincente grazie alla presenza di due senatori, Cosimo Latronico e Carlo Chiurazzi, rispettivamente Pdl e Pd che hanno condotto parallelamente una “sfida nella sfida”. Se si analizza il dato elettorale delle due liste, il vincitore è Latronico, perché a vincere è stato Santarcangelo, ma Chiurazzi ha più di un motivo di consolazione. Infatti, rispetto a cinque anni fa, quando Santarcangelo si affermò contro il centrosinistra guidato da Antonio Accettura, la lista di Favale e quindi il Pd, ha incrementato i suoi consensi di circa il 50 per cento, passando dai 1176 di allora a 1.806 di oggi. Ben 630 voti in più che se letti politicamente vorranno dire pur qualcosa. Nel 2004 Santarcangelo prese poco più di 2.100 voti ora anche lui ha incrementato i consensi fino a 2.447, ma se si considera che un pezzo della sua opposizione consiliare guidata da Michele Laddomata (candidato sindaco anch'egli cinque anni fa con 1.126 voti di lista) durante la scorsa legislatura è stata inglobata, si può chiarire presto questo risultato. D'altra parte, se Laddomata e il suo gruppo di supporters non portava voti alla causa, perché mai gli hanno spalancato le porte? Infatti, l'innesto a prodotto un suffragio pari a 563 consensi distribuiti tra lo stesso Laddomata con 218, Padula con 112, Tarsia 117 e Toscani 116. Stando ai calcoli meramente numerici è Laddomata ad aver fatto la differenza, ora però resta da vedere se l'innesto elettorale si traduce anche in innesto amministrativo. La metà dei voti di Laddomata è stata indubbiamente intercettata dal Pd, ma, a differenza della lista vincitrice, senza accordi elettorali. Stando alle indiscrezioni pare ci fosse un accordo di massima preelettorale che garantiva a Laddomata, la postazione di vice sindaco in caso di vittoria. Ora resta da capire se questo accadrà nella realtà. Perché è chiaro che garantire postazioni a prescindere, non è un criterio, a meno che il gruppo dei quattro (sufficienti per sottrarre la maggioranza al sindaco), non lo pretenda. Anche perché il più suffragato è stato l'ex Udeur Nicola Suriano con 245 voti, che potrebbe legittimamente ambire al ruolo di numero due dell'Amministrazione. Ruolo che nel quinquennio scorso è stato di Pavese, che si è ben difeso con 200 voti classificandosi al terzo posto. Se Santarcangelo potesse scegliere in autonomia lo farebbe riconfermandolo, anche perché il tandem è molto affiatato. Ma si sa per gli equilibri politici, il vicesindaco uscente potrebbe doversi accontentare di un semplice assessorato all'Urbanistica. In giunta, infine, appare certo l'impiego di Mitidieri e Settembrino tra i più votati così come dei giovani D'Armento e Pancaro. Ma Laddomata si accontenterà di una sola postazione?

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