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Racket degli appalti, due reggini
in arresto per atto incendiario

Basilicata

Sono state telecamere nella zona a permettere agli inquirenti di risalire agli autori dell’attentato

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Tre persone sono state arrestate con l’accusa di estorsione e danneggiamento aggravato in concorso, nell’ambito di una indagine su un attentato incendiario a ottobre dell’anno scorso. La vicenda, che è da collegarsi al racket degli appalti, ha portato in carcere i fratelli Antonio e Michele De Marte, di 36 e 40 anni, originari di Seminara (Reggio Calabria), e Igorcho Zahariev, un operaio bulgaro di 25 anni. Sono state telecamere nella zona a permettere agli inquirenti di risalire agli autori dell’attentato: da un’Alfa Romeo 147 si videro scendere il bulgaro e uno dei due fratelli, Antonio, che appiccò il fuoco a un escavatore.
Per quanto riguarda il movente dell’attentato pare che i fratelli De Marte, a tutti gli effetti i mandanti, avessero voluto in questo modo lanciare un messaggio all’impresa (proprietaria dell’escavatore) che aveva accettato un subappalto senza prima chiedere loro il permesso. La vicenda è ora al vaglio degli inquirenti.

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