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Elezioni in Basilicata, «Il centrosinistra ha bisogno di noi»

Basilicata

I Popolari uniti, con il 10 per cento sulla città chiudono alla stagione dell’autosufficienza del Pd

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di SARA LORUSSO
Il risultato è «più che positivo», se non altro perchè il quasi 10 per cento raggiunto dai Popolari uniti a Potenza, al primo turno di votazioni per le comunali, supera di gran lunga le aspettative e forse le “tristi” previsioni «di chi ci dava già per spacciati». E’ chiaro che il risultato totale della coalizione di centrosinistra («a cui chiediamo un ulteriore sforzo complessivo per confermare il sindaco Santarsiero alla guida della città») mette il partito - spiega il segretario cittadino, Luigi Scaglione - in condizione di dire che «senza di noi non si va da nessuna parte».
Lo hanno fatto ieri, a Potenza, in un incontro sul voto appena concluso. Ecco allora perchè sono sicuri di aver avuto ragione quando più volte hanno chiesto, soprattutto al partito maggiore dell’alleanza, il Pd, di «ridisegnare i confini del centrosinistra» di cui sono «il vero centro» e portabandiera «della più assoluta coerenza».
Il nome del partito è cambiato, dopo l’addio al vecchio Udeur, è vero, ma «siamo sempre noi», solo «con un apporto nuovo in termini di persone, di nuova dirigenza, donne e giovani». Guardano alle liste mentre provano a fare un’analisi del voto che, se sulla città di Potenza rilancia la forza della loro presenza, in Provincia cede a qualche chiaro-scuro, con uno solo degli uscenti riconfermato. «E’ anche questione di territorio - spiegherà più tardi il segretario regionale, l’assessore alla Sanità lucana, Antonio Potenza - In Provincia è sempre più difficile, la campagna elettorale chiede risposte differenziate che non sempre è facile individuare».
Oggi, a poche ore dal ballottaggio, i Popolari uniti pongono però un tema “complessivo” che è quello «della rappresentanza politica del centrosinistra - continua Scaglione - in cui già adesso vengono lanciati segnali sulla non più reale autosufficienza del Pd». E’ ritornato «il tempo delle alleanze, che però devono essere omogenee, incentrate sui temi e non più sugli organigrammi». E a chi «diceva che avevamo perso un’opportunità non entrando mesi fa nel Pd» rispondono sbandierando il risultato. Mica semplice «in presenza di tutte quelle liste civiche, soprattutto nell’altro schieramento, che non avevano il compito di aggiungere valore, ma di sottrarre voti al centrosinistra ». A sollecitare in altri termini, ci penserà l’ex presidente della Provincia di Matera, Carmine Nigro. «Troppo spesso il Pd, per celare le difficoltà nate al proprio interno, ha messo in difficoltà i propri alleati. Noi non abbiamo mai abbandonato, nonostante la diffusa abitudine alla “transumanza”». Poi a vecchi e nuovi alleati ricorda che «se stiamo qui a discutere di ballottaggio su Potenza è perchè c’è chi ha dato retta a capricci personali, con motivazioni infantili».
Quello di cui parla è anche la differente scelta dell’Idv di appoggiare i due candidati alla presidenza delle Province del centrosinistra, ma non Santarsiero al primo turno (per il ballottaggio, nessun apparentamento, ma un’intesa di sostegno). Allora, «con le cifre di oggi che segnano le vittorie per percentuali di poco superiori al 50 per cento, si torni finalmente a fare politica seria». Loro, dunque, restano al centro, ma con un chiaro orizzonte di orbita.
Quell’area che il segretario provinciale, Vitantonio Rossi indicherà come «dei moderati che si ispirano al popolarismo», “sturziano”, preciserà Nigro.
Poi l’invito che è anche un po’ sollecitazione, ora che anche l’Udc ha avviato un percorso d’intesa. In generale «il centrosinistra non dovrà sedersi, facendo di nuovo in modo che chi dalle elezioni è uscito sconfitto, entri da altre strade. E chi, invece, vuole realmente condividere un progetto - prosegue Scaglione - prima dimostri».
Ma «nessuna competizione con l’Udc - conclude Potenza - la nostra scelta moderata è sempre stata indicata nel quadro del centrosinistra, mai un passo indietro. L’Udc ha compiuto una scelta importante, maè diverso il tempo di metabolizzazione del passaggio rispetto agli elettori ». Questione di prospettive.

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