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Melfi nel panico
Maglione non torna indietro

Basilicata

Il sindaco della città normanna si sta muovendo per dare un aiuto alla "vecchia" dirigenza, ma gli euro raccolti non bastano per convincere l'ex presidente che dovrebbe esporsi per 200 mila euro

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«RIUNIONE interlocutoria». Ernesto Navazio definisce così il secondo incontro con il presidente del Melfi Peppino Maglione.
Trattandosi del 16 giugno, non è certo una piacevole notizia per i tifosi gialloverdi che confidavano in qualcosa di maggiormente concreto.
«L’iscrizione si farà - si affretta a dichiarare lo stesso Navazio, anche se poi aggiunge - la città mi sembra fredda nei confronti di questa vicenda. Nè i tifosi, nè altre forze si sono mobilitate. A questo punto non nego che ci possa essere anche la possibilità che la società passi di mano totalmente, o parzialmente, a persone di fuori regione».
Un gruppo di laziali potrebbe essere interessato al Melfi, anche se è difficile ipotizzare imprenditori non avventurieri che per amore dello sport, e del calcio in particolare (quello che ha mosso Maglione in 15 anni senza nessun guadagno personale), investano in una piazza piccola e senza rilevanti ritorni.
Seguendo quello che sostiene Navazio, il futuro calcistico resta sempre incontrovertibilmente legato alle decisioni di Maglione e del suo gruppo di amici, i cosiddetti dirigenti storici.
LE CIFRE Infatti, calcolandolo lo sponsor principale Mastromartino, pronto a legare per tre anni il suo marchio a quello del club a 100 mila euro a stagione, ci sarebbero otto imprenditori locali che metterebbero 10 mila euro ciascuno. Di questi al momento Navazio ha la sicurezza tangibile solo di cinque, già contrattualizati: farebbero parte del cosiddetto “Gruppo A”. Poi ci sarebbe un cosiddetto “Gruppo B”, definito in questo modo dallo stesso primo cittadino, che contribuirebbe nella misura di 5 mila euro ciascuno. In totale, quindi, ci sarebbe uno sponsor da centomila euro, più un gruppo da altri centomila, e il terzo che orientativamente verserebbe dai 50 ai 100 mila euro massimo. In totale, nella migliore delle ipotesi, sono 300 mila euro: una somma lontanissima dai 500 mila di base che sarebbero serviti per espletare l’iscrizione e convincere Maglione a tornare sui suoi passi.
Un’eventualità che al momento resta difficile da valutare, proprio in virtù del fatto che a Maglione e al suo gruppo toccherebbe ancora una volta svolgere il ruolo del leone, economicamente parlando.
In chiusura: in attesa di incontrare anche il gruppo Sarni, interessato a una sponsorizzazione pubblicitaria e a valutare un possibile contributo di altri partner legati a quel nome, Navazio lancia l’ennesimo appello: «E’ il momento di fare emergere l’orgoglio melfitano. La città deve darsi una mossa per contribuire in tutte le forme possibili per non far perdere un patrimonio fondamentale della nostra comunità».
Purtroppo il tempo non gioca a favore del Melfi, visto e considerato che si sarebbe dovuto chiudere il discorso entro il 20 per non compromettere anche la formazione del nuovo organico, un lavoro molto più complicato rispetto alle stagioni scorse, anche in virtù del fatto che non esistono più giocatori sotto contratto (eccetto De Angelis) per espressa volontà del presidente che aveva già intuito le difficoltà che avrebbe trovato visto che la decisione di dimettersi non appartiene certo a una considerazione dell’ultimo momento ma è in realtà il frutto di tutta una serie di vicissitudini che si sono verificate negli ultimi tre anni.
Nonostante l’impegno profuso, se il risultato immediato restasse quello scaturito dall’incontro di ieri, Maglione non tornerà indietro.

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