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Bufera nel Pd, Borneo criticato anche da Di Mauro

Basilicata

Dopo che il sindaco di San Chirico Raparo ha messo alla porta il suo vice lo scontro monta con manifestini polemici, un fermento poitico che non accenna a placarsi

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di FRANCESCA GRESIA
Un fermento politico che non accenna a placarsi e se la maggioranza non vuole commentare quanto sta accadendo e quanto dichiarato nell'intervista rilasciata dall'ex vicesindaco Raimonda Scala, non mancano nuovi elementi. E' da lunedì 15 giugno che compare nel paese, appeso presso alcuni locali pubblici, la copia di una lettera indirizzata al sindaco Claudio Borneo e inviata da uno dei consiglieri, Eugenio Di Mauro. Una nuova richiesta di chiarimenti in merito alla decisione del primo cittadino di relegare il suddetto consigliere quale nuova minoranza. Del resto si legge nel documento appeso: «Con la presente il sottoscritto sig. Di Mauro Eugenio in qualità di consigliere nel ritenersi offeso dalle affermazioni fatte dal sindaco davanti a molti testimoni, domenica sera 7 giugno davanti al bar yolly verso le ore 18.30.19, nella quale affermava
testualmente dal lunedì mi avrebbe messo come consigliere di minoranza, chiede di
conoscere le motivazioni per tale affermazione». Mentre restano sconosciute le
ragioni che avrebbero portato a questa decisione, il sindaco Claudio Borneo che preferisce non commentare, prosegue l'attività amministrativa con la nomina della
nuova giunta che vede riconfermati Giovanna Greco e Giuseppe Costante, mentre assegna la carica di vicesindaco ad Aloisio Vincenzo Antonio, già assessore al bilancio, e aggiunge Federica Morano quale assessore con delega all'istruzione, alla cultura e alle politiche giovanili. Se quindi da un lato la maggioranza continua per la sua strada, la nuova minoranza non sembra voler tacere. Tutto prende il via da quel fatidico venerdì 12 giugno, quando l'assessore Raimonda Scala, riceve una lettera ufficiale da parte del sindaco con la quale le viene
comunicata la revoca del suo mandato da vicesindaco. Una comunicazione che non accoglie i favori della interessata, anzi la rende insoddisfatta. Ritenendo
necessario chiarire la sua posizione di fronte a coloro che l'avevano eletta, l'ex vicesindaco decide di tenere un pubblico comizio in cui illustrare quanto sta accadendo. Secondo quanto affermato dalla stessa professoressa Raimonda
Scala in un'intervista: «Ufficialmente, secondo le testuali parole che le leggo dalla comunicazione che mi è pervenuta venerdì 12 giugno, la revoca è dovuta al fatto che è venuto meno il rapporto fiduciario da parte dello scrivente organo di governo, cioè il sindaco.
Ma per quanto mi riguarda, non comprendo tale motivazione. Non ritengo, infatti, di aver mai tradito nessuno, sia nella vita privata né tanto meno in quella politica».
E aggiunge: «In effetti, quando ho chiesto chiarimenti, mi è stato spiegato dal sindaco che la revoca nasceva dall'atteggiamento di mio marito e di mio cognato che avrebbero osato votare altrove e non per il partito che propagandava il sindaco, senza considerare che io stessa non avrei fatto un’adeguata campagna elettorale per il Pd e il suo candidato».
Una situazione particolare che sta creando divisione nell'unica lista che nel 2006 si presentò all'elettorato come civica, vincendo e governando il comune fin ad oggi, senza la presenza di una vera minoranza.

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