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Guardie mediche, SMI di Reggio: "clima preoccupante"

Basilicata

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La cronaca di questi giorni riporta drammaticamente l'attenzione sulla lunga teoria di aggressioni ai colleghi che svolgono il loro lavoro prevalentemente di notte negli ”ambulatori” delle guardie mediche, il culmine di queste aggressioni si ebbe nel luglio 2003 quando la collega Zedda fu accoltellata a morte nei locali della guardia medica di di Solarussa ad Oristano in Sardegna.
La gravità dell’ultimo episodio accaduto di recente a Rizziconi in provincia di RC, anche se non è arrivata alle estreme conseguenze, non è meno grave. Purtroppo si parla sempre di soluzioni del problema a ridosso dell’accaduto per poi dimenticarsene fino al prossimo episodio,che noi auspichiamo non accada più,si dimentica che i colleghi si trovano a lavorare in condizioni di totale insicurezza e sono esposti a rischi seri per la loro incolumità.
Lo SMI, sindacato dei medici italiani e terza forza sindacale del settore esprime tutta la sua solidarietà al collega dottor Antonino Gerace e auspica l’istituzione di un tavolo di lavoro Regionale per tentare finalmente di risolvere il problema della sicurezza nelle sedi di guardia medica e mettere fine a queste vili aggressioni nei confronti di chi per pochi spiccioli passa le sue notti a portare assistenza e conforto a chi sta male.

Dott. Domenico Catalano responsabile SMI ASP5 RC

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