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Le perle di Crotone del Parco della Sila candidate al programma Poin

Basilicata

Il versante jonico che degrada sul mare è candidato ai fondi del Programma operativo interregionale insieme ai due poli del Pollino e dell'Aspromonte

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Zone bellissime e suggestive. Dalla colonna di Hera Lacinia che guarda al mar Jonio, ai boschi dove Pitagora precorreva i tempi ed elaborava le sue avveniristiche teorie.
È il Parco Nazionale della Sila, nel suo versante jonico che degrada sul mare, candidato insieme ai due poli del Pollino e dell’Aspromonte ad accedere ai Poin, i fondi del Programma operativo interregionale. Il programma – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta – mira a premiare i territori ricchi di paesaggi e cultura, di borghi arroccati nei quali sopravvivono i mestieri di una volta, i sapori mediterranei, l’accoglienza e le tradizioni che rendono unica la regione. Sono ventuno i Sic, i possibili siti di interesse comunitario individuati dalla Regione nella provincia di Crotone, tra la costa e la Sila. Il polo dei Giganti e delle Fate, candidato ai Poin, comprende anche la riserva marina protetta di Capo Rizzuto, che si è formata cinque milioni di anni fa e con il suo mosaico di colori, sabbie e rocce, rappresenta un’oasi di vita così ricca e diversificata che fa parlare di vere e proprie praterie sommerse. La civiltà della Magna Grecia è parte profonda di questi territori e la polis di Crotone fu una delle colonie greche più forti e colte della Calabria, come testimoniato dal museo archeologico che conserva tra l’altro statue, capitelli, bronzi, gioielli, una piccola testa di kouros arcaico e due grosse vasche termali. Nel crotonese sono inoltre molti gli insediamenti rupestri, come Laura di Belvedere Spinello, un eremo monastico con una minuscola chiesa del decimo secolo, ennesima prova della presenza nel nostro territorio del monachesimo italo-greco.

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