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Scuola di restauro a rischio

Basilicata

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di ANTONELLA CIERVO
SCUOLE di alta formazione del ministero dei Beni culturali con un futuro sempre più a rischio. L’Istituto superiore centrale per il Restauro a Matera, fiore all’occhiello della cultura e della formazione nazionale, rischia così di non aprire mai i battenti, pur nella prestigiosa sede di Santa Lucia, messa a disposizione dal Comune di Matera. La causa, secondo l’avvocato Raffaello De Ruggieri, sta in un problema di decreti. «Le ragioni per cui il decreto Rutelli non ha avuto attuazione, sono legati alla mancanza dei provvedimenti propedeutici, ovvero il decreto interministeriale tra ministero dei beni culturali e della Ricerca, che però è stato varato. L’altro decreto mancante è quello che riguarda il regolamento dell’istituto superiore. Sono due elementi che, per ora, salvano il destino della sede di Matera. In caso contrario - prosegue De Ruggieri - avremmo già perso la scuola».
In tutti i casi, la vicenda va avanti. L’avvocato De Ruggieri ha incontrato mercoledì scorso il presidente della Regione Vito De Filippo e il sindaco di Matera, per predisporre la nuova convenzione. Al più presto si procederà alle approvazioni da parte del consiglio regionale, comunale e provinciale, che nel frattempo è stata recuperata. Naturalmente il provvedimento dovrà essere approvato dall’Istituto centrale, dall’Istituto Superiore e dalla Direzione regionale.
«Siamo in una situazione di scelte politiche anche in merito ad un’altra sede, al posto di Matera».
La candidatura più forte, che preme dietro la porta, arriva dalla Puglia e da Lecce in particolare.
«Chiederemo al ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi di confermare il Decreto Rutelli. Il ministero ha fatto quadrato per evitare che le Università creassero scuole per restauratori, sfornandone moltissimi».
De Ruggieri ha incontrato più volte il ministro, senza però alcuna possibilità di discutere nel particolare. «Il sindaco di Matera, Buccico, si è preso l’incarico di segnalargli la vicenda».
Sul fronte nazionale, intanto,in un articolo apparso ieri su La Repubblica, si sottolinea l’assoluto empasse nel quale versano le Scuole di alta formazione, senza allievi dal 2006.
Oltre al decreto attuativo del ministro, infatti, c’è da risolvere un problema di fondi, come sottolinea la direttrice dell’Istituto superiore centrale per il restauro, Caterina Bon Valsassina, presente poco più di un anno fa quando a Matera fu presentato il progetto che avrebbe portato all’apertura Scuola di alta formazione.
In quell’occasione per ospitare docenti, laboratori e show room era stato scelto un edificio di proprietà della Provincia di Matera, situato nella zona Paip 2.
Struttura alla quale si rinunciò in seguito, a causa dei numerosi interventi che avrebbe richiesto.
A quel punto l’annuncio della disponibilità da parte dell’amministrazione comunale che ha messo a disposizione la sede, in fase di completamento dell’ex Convento di Santa Lucia.
Una disponibilità che, però, rischia di rimanere solo un buon proposito e nulla di più.
A meno che il sindaco, Emilio Nicola Buccico, non riesca a toccare le corde più sensibili del ministro Bondi.

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