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Inchiesta personale Ata Catanzaro, il 13 luglio
la decisione del gup

Basilicata

L’inchiesta sul personale Ata, condotta dall’allora sostituto procuratore Luigi De Magistris, era scaturita a seguito di denunce sporte dalla Cgil

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E' prevista per il 13 luglio la decisione del giudice dell’udienza preliminare di Catanzaro in merito ai 202 indagati coinvolti nell’inchiesta relativa alla gestione delle graduatorie del personale Ata (ausiliario-tecnico-amministrativo) da parte del Csa (Centro servizi amministrativi – ora Ufficio scolastico provinciale) del capoluogo calabrese. Ieri, dopo numerose discussioni dei difensori, il gup Antonio Giglio ha aggiunto una nuova data al calendario di udienze già fissato, che è quella del 9 luglio, per le ultime arringhe difensive degli avvocati Piero Chiodo ed Enzo Ioppoli. Poi, giorno 13, l’attesa pronuncia. Nell’inchiesta sul personale Ata, condotta dall’allora sostituto procuratore Luigi De Magistris (nella foto) a seguito di denunce sporte dalla Cgil, si ipotizzano reati che, complessivamente, vanno dall’associazione a delinquere finalizzata a una serie indefinita di abusi d’ufficio, falsi e truffe ai danni della Pubblica amministrazione, alla corruzione continuata, alla tentata concussione, a varie altre ipotesi di falso materiale e ideologico del pubblico ufficiale in atto pubblico, abuso d’ufficio e truffa tentata e consumata (l'accusa di associazione a delinquere è contestata solo a 16 persone), e che riguardano a vario titolo dirigenti, funzionari e operatori amministrativi del Csa, dirigenti scolastici, titolari di scuole private, e una lunga serie di Ata che sarebbero stati ingiustamente favoriti soffiando il posto ad altri concorrenti in graduatoria, e così anche accumulando indebitamente punteggio con «la potenziale ed effettiva possibilità di passare di ruolo».
Nei numerosi faldoni, messi insieme in anni di indagini della sezione di polizia giudiziaria dei Carabinieri, è descritto un presunto «mercato delle assunzioni», relativo a un vasto arco temporale, partito già nel 2000, che ha visto un considerevole piano di inserimento degli Ata nella scuola, ma che sarebbe stato gestito, secondo gli inquirenti, in base a criteri di pura convenienza personale degli interessati.

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