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Sinopoli: costringeva la moglie ad avere rapporti sotto la minaccia di una pistola, arrestato

Basilicata

La donna oltre alle violenze sessuali era costretta a subire minacce, percosse e umiliazioni continue

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Utilizzava anche una pistola per costringere la moglie ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà. La donna, inoltre, era sottoposta a continui maltrattamenti tra le mura domestiche: umiliazioni, percosse e violenza sessuali.
E' la storia scoperta dai carabinieri della compagnia di Villa San Giovanni che, ieri mattina, hanno eseguito due provvedimenti dell’autorità giudiziaria di Palmi. I nomi dei destinatari non sono stati resi noti: si tratta, comunque, di padre e figlio.
Teatro della violenza, le mura domestiche di una famiglia di Sinopoli, centro aspromontano, dove, nei mesi scorsi, i militari della locale stazione avevano tratto in arresto un uomo di 70 anni per detenzione illegale di una pistola con matricola abrasa a seguito di una perquisizione domiciliare.
Il pensionato dopo avere trascorso alcuni giorni nel carcere di Palmi era stato sottoposto alla misura restrittiva degli arresti domiciliari in considerazione dell’età avanzata.
I carabinieri della locale stazione hanno però proseguito le indagini per cercare di capire cosa ci fosse dietro la detenzione illegale dell’arma ed hanno scoperto uno spaccato di vita quotidiana caratterizzato dal degrado e dalle violenze familiari.
Tra le prove acquisite anche i certificati medici presso l’ospedale di Scilla, in cui la vittima si recava ogni volta che veniva picchiata o violentata dal marito e dove veniva sottoposta alle cure mediche.
La pistola ritrovata quattro mesi fa dai carabinieri che aveva portato in carcere il pensionato, secondo le indagini, veniva utilizzata dal marito per costringere la donna al silenzio ed a subire le più crudeli violenze.
I carabinieri hanno scoperto che anche l’anziano padre avrebbe minacciato con l'arma la nuora. Nel corso delle indagini, gli investigatori hanno interrogato i vicini di casa e gli altri parenti fino a disegnare un quadro completo della situazione. Il lavoro dei carabinieri, coordinato dal sostituto Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Palmi, Stefano Musolino, ha consentito al Gip di emettere i due provvedimenti restrittivi.
Al padre sono stati contestati i reati di minaccia e detenzione illegale di armi e disposta la misura degli arresti domiciliari.
Il figlio, invece, dovrà rispondere di violenza sessuale, maltrattamento in famiglia, lesioni personali e detenzione illegale di armi. Quest’ultimo, dopo le formalità di rito, è stato accompagnato presso il carcere di Palmi.

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