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"La voce" rilancia la notizia di Letta indagato da Woodcock

Basilicata

La notizia era stata già pubblicata dal Quotidiano nel mese di dicembre dello scorso anno. La procura ha chiesto l'archiviazione

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La "Voce della Campania" la sta rilanciando, ma è una notizia che il Quotidiano ha pubblicato a dicembre. Gianni Letta indagato a Potenza. E' vero, ma gli atti sono stati trasferiti subito dopo la sua iscrizione nel registro degli indagati. I fascicoli dell'inchiesta sono passati alla procura di Roma, 59467che ha già chiesto l'archiviazione. Ecco cosa scrive la Voce: «L'alter ego di Silvio Berlusconi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e' indagato dalla procura di Potenza per una sfilza di reati che vanno dalla turbativa d'asta alla corruzione (articoli 416, 110, 353, 354 e 640 bis del codice di procedura penale). Altri inquisiti eccellenti il casertano Mario Morcone, capo dipartimento per le Liberta' Civili e la Immigrazione al ministero degli Interni, e i fratelli Chiorazzo, Angelo e Pietro Francesco, potentini, a capo di una vera e propria holding che ha fatto della “solidarieta'” (trovando ora la manna nei centri d'accoglienza per immigrati) il suo grande business.
Il procuratore di Potenza, John Woodcock, ha raccolto una impressionante mole di documenti, verbalizzazioni, intercettazioni, poi trasmesse per competenza al tribunale dei ministri di Roma. Che, a quanto pare, ha chiesto al pm anglo-napoletano gia' autore di inchieste al calor bianco, ulteriori approfondimenti, vista la delicatezza dei temi trattati e soprattutto per le cariche istituzionali ricoperte da alcuni indagati. A cosa porteranno questi approfondimenti? Si andra' a rapidi stralci ed eventuali archiviazioni in istruttoria? Oppure l'inchiesta si allarghera' ulteriormente e poi portera' alla richiesta di rinvii a giudizio? Noi qui proviamo a ricostruire lo scenario, che vede in campo pezzi da novanta dell'establishment istituzionale, politici di livello nazionale e locale, perfino vip del Vaticano, fino a una ciurma di lacche' e faccendieri secondo il piu' consumato costume nostrano».

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