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Mileto: simula rapina per giustificare
la vendita illegale della sua arma

Basilicata

In manette Giuseppe Sesto, 43 anni, operaio di Mileto (Vv) e noto appassionato di armi

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Si era presentato alcuni giorni fa alla caserma dei Carabinieri di Mileto dicendo di essere stato appena rapinato della propria 357 magnum da due uomini armati ed incappucciati, che lo avevano aspettato davanti all’ingresso del locale poligono di tiro e che, dopo aver preso il bottino, si erano dati alla fuga a bordo di un’ Alfa 156 nera in direzione di Rosarno.
Ma il racconto non avrebbe convinto i Carabinieri di Vibo che ne hanno constatato l’infondatezza.
Così Giuseppe Sesto, 43 anni, operaio di Mileto (Vv) e noto appassionato di armi, è stato arrestato.
L’uomo non ha retto alla pioggia di domande degli inquirenti ed alla fine ha ammesso la verità: non c'era stata alcuna rapina; semplicemente Sesto aveva illegalmente venduto la propria pistola ad ragazzo che conosceva di vista e che, evidentemente, non poteva averne una legalmente.
Il tutto gli aveva fruttato la somma di 1.700 euro e, per coprire l’illecito affare, aveva deciso di simulare una rapina, convinto di farla franca e di intascare impunemente i soldi. Immediatamente dopo la confessione i Carabinieri hanno provveduto a perquisire minuziosamente la casa dell’operaio ed a sequestrare in via amministrativa anche le altre armi detenute dall’uomo per evitare che potessero essere immesse sul mercato clandestino della provincia.
Secondo i Carabinieri, infatti, Sesto, non solo era un appassionato di pistole e fucili, ma custodiva in casa un arsenale.
I Carabinieri hanno sequestrato una carabina cal. 9, tre fucili semiautomatici cal. 12, una doppietta cal. 16, una pistola cal. 45, una pistola cal. 9, un revolver cal. 7,65, oltre 170 proiettili per pistola e 225 per fucile che, forse, entro poco tempo, avrebbero seguito la strada della 357 sul mercato illegale delle armi da fuoco.
Contemporaneamente è partita la richiesta di misura cautelare al Tribunale di Vibo Valentia cheha disposto l’immediato arresto e la restrizione nel suo domicilio dell’uomo, ritenuto responsabile di simulazione di reato e cessione illegale di arma comune da sparo.
Numerose sono state anche le perquisizioni in diverse case della provincia per riuscire a recuperare l’arma venduta illegalmente, così come sono in corso le indagini per risalire all’identificazione dell’acquirente.

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