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Catanzaro, condannate madre e zia di una minore costretta a prostituirsi

Basilicata

Il processo a carico di L. S. ed R. S., entrambe di Botricello si è concluso con due condanne a 13 anni e mezzo di reclusione e 50.000 euro di multa per ciascuna. Arrestati presunti clienti

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Si è concluso con due condanne a 13 anni e mezzo di reclusione e 50.000 euro di multa per ciascuna – nonchè con la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici e dai luoghi dove si trovano bambini – il processo a carico di L. S. ed R. S., entrambe di Botricello, nel catanzarese, rispettivamente madre e zia della minorenne che, secondo l’Ufficio di procura, sarebbe stata da loro costretta a prostituirsi. La sentenza è arrivata questo pomeriggio dal tribunale collegiale di Catanzaro. Induzione e sfruttamento della prostituzione aggravato dai legami di parentela e dalla minore età della vittima – che attualmente si trova in una casa protetta – sono le contestazioni di cui sono state riconosciute colpevoli le due donne, finite in manette sulla scorta dei risultati di un’inchiesta condotta dai carabinieri della Compagnia di Sellia Marina (Cz), che ha portato tra l’altro all’arresto di due presunti clienti della 13enne, cui la ragazzina, stando alle accuse, sarebbe stata venduta per incontri sessuali dalla madre e dalla zia, in cambio di pochi euro. Si tratta di Giovanni Romano, di 65 anni, e Gregorio Marasci, di 80 anni, che sono stati arrestati ed in seguito condannati a quattro anni di reclusione ciascuno.

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