Salta al contenuto principale

Pedofilia on line: operazione della polizia postale di Reggio, due arresti

Basilicata

In manette sono finite due persone dell'Emilia Romagna e della Basilicata colte in flagranza di reato. Effettuate 34 perquisizioni in 10 regioni d'Italia. Sequestrati 2 siti web

Tempo di lettura: 
1 minuto 29 secondi

Un’operazione della Polizia Postale di Reggio Calabria ha portato all’arresto di 2 persone in Emilia Romagna e Basilicata, 34 perquisizioni eseguite in 10 regioni italiane ( Calabria, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Campania, Toscana, Marche, Campobasso) e al sequestro di 2 siti web, a contenuto pedo-pornografico, allocati su server tedeschi, gestiti da due italiani. I due arresti sono stati eseguiti in flagranza di reato a seguito delle perquisizioni in quanto le immediate attività di analisi effettuate sul posto hanno permesso di accertare la detenzione di migliaia di files di natura pedo-pornografica. L'attività investigativa svolta dalla Polizia postale - spiegano gli inquirenti – nasce da attività d’iniziativa e dalla collaborazione internazionale tra le forze di polizia in tema di pedofilia on line, resa ancora più efficace, grazie all’impegno di molti stati di contrastare il fenomeno. In particolare, 8 degli attuali indagati italiani sono stati individuati nell’ambito della collaborazione con i paralleli organismi investigativi tedeschi, austriaci ed americani, specificamente, con il SAFE Team (una task force di investigatori e procuratori americani, di cui fa parte anche l'FBI), che collabora attivamente per la repressione di tale turpe fenomeno. I restanti 25 indagati, sono stati individuati grazie all’attività di monitoraggio della rete Internet da parte degli specialisti della polizia postale calabrese che, operando sotto copertura, attraverso canali «Chat» e «File sharing», hanno individuato una rete di pedofili dediti alla cessione e scambio di materiale di genere vietato ed all’adescamento di minori. È questo il caso di un indagato di Reggio Calabria il quale, utilizzando il nick «sweetgirl», facendosi credere una donna, adescava dei ragazzi in chat e li induceva a commettere atti sessuali in cam. È stato un agente sottocopertura, che si fingeva di 13 anni, ad aver preso contatti con «sweetgirl», la quale, dopo un breve periodo di conversazioni, mostrava le vere intenzioni.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?