Salta al contenuto principale

Panificatori abusivi, Assipan Reggio sul piede di guerra

Basilicata

Antonino Laurendi: "Annunciamo lo stato di agitazione e non escludiamo la possibilità di manifestare il nostro dissenso abbassando le loro saracinesce. Intervenga il Prefetto"

Tempo di lettura: 
1 minuto 36 secondi

Antonino Laurendi, presidente provinciale di Assipan, (Associazione provinciale dei panificatori) di Reggio Calabria, interviene sul fenomeno dei panificatori abusivi. «E' necessario – dice – che intervenga il Prefetto visto che il fenomeno è cresciuto enormemente ed ha raggiunto livelli allarmanti e le nostre aziende verificano quotidianamente questo dato sulla loro pelle. Al peso già enorme di una crisi economica e finanziaria si aggiunge quello di una concorrenza sleale e dilagante che è indispensabile contrastare con l’aiuto concreto di tutte le istituzioni. Proponiamo che si costituisca una task-force tra tutti i soggetti che possono contribuire concretamente a sconfiggere l’abusivismo, Nas dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Ispettori di Igiene degli alimenti dell’Asp, Polizia di Stato e Polizia Municipale. Con l’esercizio abusivo della panificazione – aggiunge – il danno è evidente e non riguarda solo le tantissime imprese del settore ed i loro dipendenti, che svolgono la loro attività nel rispetto rigoroso delle leggi e della salute del consumatore. Il pane è un alimento primario e la normativa igienico-sanitaria in materia prevede sanzioni molto pesanti per chi le viola, per questo non si comprende, come in un settore così delicato, che riguarda l'alimentazione, si consenta ancora che ci siano soggetti che possano operare senza rispettarne i principi più elementari di igiene degli alimenti destinati al consumo umano. Non operare per reprimere il fenomeno della panificazione abusiva significa, in primo luogo, consentire che qualcuno possa mettere a serio rischio la salute dei cittadini. Ed uno Stato, che si rispetti, questo non lo può consentire assolutamente. Abbiamo esaurito la nostra pazienza nella speranza che qualcosa cambiasse, che qualcuno intervenisse, ma costatato che nulla cambia, allora sarà necessaria una vibrata protesta della categoria. Proprio per tale considerazione, – conclude - annunciamo sin da ora, lo stato di agitazione della categoria e non escludiamo la possibilità di manifestare il nostro dissenso verso una situazione intollerabile, quanto grave, che vedrà i panificatori di Reggio Calabria e della sua provincia scioperare abbassando le loro saracinesce».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?