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LA STANZA DELLO SCIROCCO
E la mafia mettila nel conto

Basilicata

Dialogo in un paesino della Locride sul "valore" dei soldi

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1 minuto 6 secondi

di ANNAROSA MACRI'
- IO faccio il forestale, mia moglie è una brava ricamatrice. I nostri tre figli si arrabbattono. Non siamo ricchi, ma potremmo vivere tranquilli, e invece da quel po' di stipendio ogni mese dobbiamo tirar fuori dei soldi, metterli da parte…
- Per cosa? Pensate alla vecchiaia, alle malattie?
-Ma no, la malattia qua è il paese in cui viviamo, è la giustizia italiana... qui come niente ti bussano alla porta e ti trovi un figlio in galera. E se non hai subito i soldi…
- Per gli avvocati, vuole dire?
- Fosse solo quello… Lo fanno apposta, gli uomini di legge: 'sti ragazzi li mandano in carceri lontane… allora andiamo a trovarli ma il treno costa, e poi come si fa, si va a mani vuote? I soldi non bastano.
- Ma scusi, ma a lei è già successa una cosa così?
- A me no e ringrazio la Madonna della Montagna, ma si sa come va il mondo da
queste parti…Può succedere domani…
Il dialogo che avete letto si è svolto in un paesino della Locride, il cui nome comincia con la P e finisce con la i accentata. La mafia coltiva zone grigie e indecifrabili, dove il confine tra l'essere collusi e l'esserne vittima è labile come la nebbiolina che avvolge l'Aspromonte che sta lì a un tiro di schioppo.

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