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Alluvione Vibo: prosciolti undici indagati
per non aver commesso il fatto

Basilicata

I reati contestati agli indagati, a vario titolo, erano omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, disastro ambientale

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Sono state tutte prosciolte per non avere commesso il fatto, le 11 persone per le quali era stato chiesto il rinvio a giudizio per le presunte responsabilità connesse all’alluvione di Vibo Valentia.
L'alluvione, avvenuta il 3 luglio del 2006, provocò la morte di quattro persone, tra cui un bambino di 15 mesi. Il proscioglimento è stato deciso dal gup, Giancarlo Bianchi.
Originariamente, nell’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, era indagato anche il responsabile nazionale della Protezione civile, Guido Bertolaso. Il procedimento a suo carico era stato archiviato dal gip di Vibo Valentia, decisione confermata di recente dalla Corte di cassazione.
Tra le persone prosciolte c'è un funzionario della Protezione civile nazionale, Bernardo De Bernardinis, di 61 anni, funzionario della Protezione civile nazionale.
Gli altri indagati erano i funzionari dell’Anas Giovanni Francesco Scopelliti, (40), Vincenzo Capozza (52), Michele Adiletta (54) e Raffaele Celia (39), funzionario dell’Anas e gli impiegati della Regione Calabria Umberto Sirianni (70), Giovanni Ricca (59), Vincenzo Pizzonia (71), Luigi Giuseppe Zinno (55); Massimo Nisticò, (57); Pietro Paolo La Rosa (54).

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