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Avvocati calabresi del gratuito patrocinio verso lo sciopero

Basilicata

La protesta per il mancato pagamento da parte del Ministero della Giustizia delle competenze maturate da oltre un anno dagli avvocati iscritti al gratuito patrocinio

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Il Consiglio dell’Ordine Distrettuale degli Avvocati di Catanzaro, tramite il suo presidente Giuseppe Iannello ha portato all’attenzione dell’Unione Regionale degli Ordini Forensi della Calabria, la questione relativa al mancato pagamento da parte del Ministero della Giustizia delle competenze maturate da oltre un anno dagli avvocati iscritti al gratuito patrocinio per l’attività da loro svolta e conclusa.
L’assemblea dell’Unione - presieduta dallo stesso Iannello – nella sua riunione tenuta a Palmi ha lungamente ed ampiamente esaminata e dibattuto la questione.
«Come è noto – spiega una nota – le frange sociali economicamente più deboli, e che quindi finirebbero con il restarne prive, sono ammesse alla difesa gratuita dei loro interessi dallo Stato; il quale, affidandone il patrocinio ad alcuni avvocati (scelti con criteri attenti alla loro esperienza e capacità professionale in speciali elenchi), assume altresì il diretto obbligo del loro pagamento in base alla liquidazione effettuata dal giudice competente. È questa, senz'altro, una delle funzioni sociali dell’Avvocatura che giustifica nel modo più pieno ed alto la rilevanza costituzionale della professione forense: il dare voce a chi non ce l’ha (art. 24, comma 3, Cost.).
Ma un altro principio - anch’esso costituzionale – stabilisce – si fa rilevare – che ogni lavoratore ha diritto ad una giusta retribuzione (art. 36, comma 1, Cost.). Ed è proprio quest’ultimo principio che lo Stato viola clamorosamente quando, come sta avvenendo da oltre un anno, non paga per il lavoro da loro svolto quegli avvocati che lo hanno prestato con diligenza e competenza la loro attività professionale in favore dei più deboli».
Vane, si fa rilevare, «si sono peraltro rivelate sin ora le iniziative al riguardo assunte dai singoli Consigli degli Ordini (quello di Catanzaro, per esempio, ha fermamente stigmatizzato la cosa al Ministro della Giustizia sollecitando un suo diretto intervento, che però non v'è stato) tentando anche – ma sempre inutilmente – di raggiungere con le banche un accordo che prevedesse una forma di anticipazione sulle fatture dei professionisti interessati mediante cessione del relativo credito. In presenza di tutto quanto sopra, e constatata l’ulteriore insostenibilità della situazione venutasi a creare, l’Unione Regionale degli Ordini Forensi della Calabria (presenti tutti gli undici Ordini della regione) ha deliberato di rimettere al Ministro della Giustizia una comunicazione ultimativa in cui rappresenti la ferma intenzione dei presidenti dei singoli Consigli di convocare l'Assemblea dei rispettivi iscritti perchè ognuna di esse deliberi, in mancanza di un concreto fattivo intervento ministeriale, l’astensione dalle udienze, ovviamente nel rispetto del codice di autoregolamentazione, per la durata di sette giorni con decorrenza dal 12 ottobre 2009.
Dunque, in mancanza di un tempestivo intervento ministeriale, e sempre che le Assemblee degli undici Ordini della Calabria deliberino tutte in senso positivo, l’attività giudiziaria dell’intera regione – conclude la nota – si fermerà dal 12 al 18 ottobre 2009».

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